6.10.07

Piccolo test di resistenza

Mi sono reso conto che noi pragmatici occidentali spesso non abbiamo il tempo di ragionare sulle cose, presi dalla realizzazione dei nostri magnifici progetti. Che poi in realtà alla velocità del lavoro, degli spostamenti, dell'andare a recuperare i figli in qualche palestra sperduta all'altro capo della città faccia seguito una lentezza esasperante da sedimentazione sul divano a guardare la tv, questa è un'altra storia... non siamo qui per fare polemica, no?

Una visione meravigliosa tipica delle culture orientali, contrapposta a 180 gradi alla nostra, è quella di quale posto occupino passato e futuro riguardo alla disposizione concettuale del nostro corpo nel tempo.

Noi occidentali parliamo spesso di lasciarci qualcosa "alle spalle", quando andiamo oltre una situazione presente. Abbiamo questa concezione per cui ci muoviamo nel cammino della nostra esistenza procedendo con lo sguardo rivolto al futuro, lasciandoci alle spalle il passato.

Se così fosse, avremmo una visione distintamente chiara di ciò che ci aspetta, soprattutto in quelle esistenze ben strutturate e scandite da un quotidiano regolato... con lo stesso lavoro, gli stessi ritmi, le stesse mete e abitudini ogni giorno.

Ovviamente, non è così. Il futuro, per definizione, è imperscrutabile. Se camminassimo verso il futuro, dovremmo immaginare di avere davanti il buio assoluto, intravedendo a distanze siderali dei piccoli bagliori, come minuscole lanterne nella nebbia, rappresentate dai nostri desideri, dai nostri progetti... appunto barlumi di concretezza scagliati dalla nostra volontà nell'impoderabile "domani".

Molto più saggiamente nelle culture asiatiche l'uomo viene visto come un essere in movimento nel tempo, ma intento a camminare al contrario, spalle al futuro. Questo gli permette di avere una visione globale del cammino percorso nella vita, gli permette di ricordare non solo chi è, ma anche da dove proviene, nel bene o nel male... permette di dare un senso compiuto alle scelte, alle cose che giorno per giorno passano da ipotesi a desideri concreti, ai sentimenti che da simpatia diventano attrazione, da attrazione diventano amore, agli amori che sfioriscono... dal momento che, per quanto spesso ci venga difficile ammetterlo, quasi sempre ciò che ci accade è frutto di una dinamica di azione-reazione.

Anche il camminare al contrario mi pare perfetto, perché non sai cosa ti aspetta alle tue spalle, così come noi non conosciamo il futuro, e dà l'idea di un incidere incerto, in cui ogni gradino, ogni asperità del cammino (vita) può farti sobbalzare e rischia di minare il tuo equilibrio, se non addirittura di farti cadere.

Penso che se guardiamo alle nostre spalle, al nostro vissuto, tutti abbiamo degli eventi spartiacque, dei bivi che ci è capitato di imboccare più o meno consapevolmente o volontariamente nella vita e che hanno determinato un cambiamento reale del quotidiano, eventi che ci hanno fatto andare realemente da una parte piuttosto che da un'altra.

Io ad esempio tra tanti ricordo l'incontro con Rosalba, 18 anni lei e 14 io ai tempi, bellissima (fuori e dentro) ragazza che tentai invano di sedurre per due anni, non per gioco ma con la leggerezza del gioco, convinto che mai una donna come lei avrebbe potuto trovare minimanente interessante uno come me... per poi scoprire a 16 anni (lei 20) che in realtà le sue resistenze di quegli anni erano dettate soltanto da una questione di imbarazzo legata all'età... e che già a 14 anni le sembravo bello, maturo, aitante, divertente...

Alla fine abbiamo vissuto una storia intensissima, ma di certo non la classica luna di miele da piccioncini, tutta baci e leggerezza. Io, a dispetto di quanto lei mi trovasse maturo, mi muovevo ancora nelle secche di estati di cazzeggio totale (beh, vorrei vedere a 16 anni), condite dal quotidiano acquisto della Gazzetta dello Sport, allora definibile comunque "giornale", se pur sportivo... mattinate spese a mare, pomeriggi a recitare il ruolo di ripieno di una sedia sotto le frasche, a sognare le gesta di Matthaus, Serena e Klinsmann...

Passata l'estate, cominciò l'autunno (insospettabile, eh?) e dovemmo ricalibrare il quotidiano, incastonando i momenti insieme tra quelli istituzionali, tipo la scuola per me e l'università per lei. Ed ecco che di improvviso trovai plausibile, nelle mie frequenti autonome assenze da scuola, piuttosto che andare allo stadio delle palme a giocare a basket come facevo sempre, andare a trovare lei all'università, facoltà di Lettere...

Erano anni particolari, l'università era in fermento soprattutto politico, il Partito Comunista Italiano si apprestava ad affrontare la s
volta della Bolognina impressa da Occhetto e il dibattito infuriava nella società italiana.

Io posso ben dire che fino ad allora non avevo mai visto la politica come qualcosa di reale, di tangibile, ma soprattutto non la trovavo minimamente interessante. Avevo dentro di me una visione della vita che era un mix inconciliabile di dissolutezza ed etica, che probabilmente mi porto ancora dentro, ma non avevo idee politiche che potessero essere sintetizzate all'interno di un "...ismo", qualunque esso fosse.

Andando a trovare Rosalba alla facoltà di Lettere, mi imbattei in un universo che sconoscevo, fatto di attivismo, di passione, di speranze, di visione critica della vita e delle scelte che si compiono. Fu così che passai dalla Gazzetta dello Sport (riposi in pace) all'Unità... ai diari del Che, al Capitale di Marx...

Non che abbia sposato in pieno la causa, dal momento che la caratteristica principale della mia personalità è l'assoluta necessità di non far parte di nessun gruppo, ma diciamo che sicuramente il mio cuore pende a sinistra, non fosse altro che per quella considerazione banale ma concreta che ciò che accomuna tutti gli essere viventi, dalle amebe agli elefanti, è quella di non avere scelto di nascere... e siccome non si sceglie neanche il sesso, il luogo, le condizioni economiche e sociali... e siccome penso sia abbastanza palese la differenza di fortuna nel nascere donna a Kabul o uomo a Londra, penso che la solidarietà verso gli altri esseri sia un sentimento che nasce spontaneo... o che dovrebbe nascere spontaneo ove questo non accada.

Sicuramente, dall'alto della collina dove mi trovo adesso nel cammino della mia vita, vedo quel bivio... il piazzale davanti alla facoltà di lettere, io che posteggio il mio orrendo Aprilia Tuareg 50 con la sella rossa, lei che mi viene incontro col suo sorriso meraviglioso, che mi bacia e mi dice: "Vieni, hanno cominciato". Io: "Cosa?". Lei: "Seguimi". E io che la seguo, come quasi sempre facevo trascinato dalla sua energia, trovandomi in una aula enorme della facoltà con centinaia di persone che dibattevano se fosse giusto andare oltre l'esperienza comunista del PCI aderendo al Partito dei Democratidi di Sinistra, oggi DS e quasi Partito Democratico, o se fosse il caso di continuare le battaglie di democrazia nel PRC, Partito della Rifondazione Comunista, oggi citata come Rifondazione e basta.

Mi si schiuse un mondo enorme... e oggi, dalla collina, so che se non ci fosse stato quel periodo, quella mattina, quello sguardo a introdurmi a certe cose, magari sarei in ritardo sul me stesso del presente... o forse sarei oltre... ma comunque non sarei lo stesso.

Non penserei con ottimismo al prossimo 14 ottobre, alle primarie per l'indicazione del segretario del futuro Partito Democratico... e ancora non sarei andato oltre i miei gusti musicali, allora definibili con il motto "Heavy Metal o morte", non avrei ampliato la gamma delle percezioni possibili ad altre sonorità ma soprattutto ad altri contenuti.

Tutto questo per dire che stamattina mi sono svegliato con in testa una canzone che era nell'oblio da anni, che l'ho cercata su Youtube (trovandola, incredibilmente) e che inserirò qui il video per completare il piccolo test di resistenza che questo post rappresenta.

Se siete arrivati fin qui, ne avete superato già una bella parte... La seconda parte, non meno impegnativa, sarebbe quella di guardare il video e scrivermi un commento su come vi è sembrata la canzone, che per inciso è "Stalingrado - La Fabbrica" degli Stormy Six.

Il video è un collage di immagini, non particolarmente intrigante, ma è questo uno di quei casi in cui la sostanza dovrebbe trionfare sulla forma.

Ovviamente mi aspetto 0 commenti... vediamo se siete in grado di deludere la mia aspettativa :D