31.10.06

Profondo rosso

Ieri mattina prendo posto sull'806, mentalmente settato per un lunedì di lavoro. Area non più calda come nei giorni precedenti, ma mitigatamente gradevole. Tra l'altro, prima mattina di lavoro con ora solare, non fosse altro che per questo è stato divertente fare conoscenza col nuovo mondo che mi mostrava, svelato dalle nuove traiettorie dei raggi del sole.
Riesumo dalla mia personale sacca di Doraemon (la mia verde borsa militare) Barnum di Baricco, il lettore mp3, farcito per adesso con ripieno monoautore alla Ludovico Einaudi, e mi immergo in questo micromondo prelavorativo.
Leggere Baricco ed ascoltare Einaudi è come mettersi volontariamente sotto scacco, con attacco combinato torre-regina, soprattutto per uno come me che, lungi dall'essere un intellettuale, giusto un paio d'anni fa avrebbe avuto come massima prospettiva una accoppiata Metallica - Stephen King.
Cosa difficile è, in questi casi, riuscire a settare il volume del lettore in maniera tale da metterlo in equilibrio con la lettura del libro, né prevalente né sottomesso, in modo da potersi davvero fare cullare da due forze contrapposte, ma alleate.
Assorto nella lettura... sbraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaammmmm... parte l'autobus. Non avevo mai valutato l'impatto di un rumore così repentino e invasivo. In pratica ho dovuto triplicare l'attenzione, cercando di escludere dalle informazioni che arrivavano al mio encefalo quelle legate al rumore ambientale e allo sballottolamento del mio corpo causa traiettorie ardite dell'autista.
La cosa impressionante è che la musica è sparita. Il volume che prima era più che sufficiente, è stato sommerso da quello del motore della vettura. E mi sono reso che leggere in quelle condizioni ambientali, da esercizio naturale, si è trasformato in un un impegno vero e proprio. Ho chiuso il libro, ho spento il lettore mp3 e mi sono arreso.
Ma non è forse questo che succede ogni giorno? Una serie di informazioni superflue e residuali ci assalgono senza chiedere permesso.
Cosa mi da l'urlo del vicino che rinfaccia alla moglie una moralità non eccelsa? Cosa la gioia infantile e cristallina del quattordicenne che avvia la Vespa e accelera per 20 minuti a tutto gas prima di partire? Evito come la peste la tv commerciale e mi arriva in casa l'audio di quello del piano di sotto, con la pubblicità di Mediaset a tutto volume.
E tutte queste informazioni non richieste pesano, perché sono urla strazianti che invocano attenzione, anzi la pretendono... Ricordo che a volte mi capitava di appisolarmi di fronte alla tv durante un film... per venire strappato dalle braccia di Morfeo al partire del primo jingle della pubblicità: il messaggio era
"Ma cosa credi, di poter dormire e non produrre? Col cacchio, beccati questo e domattina, da bravo, vai a comprare qualcosa, vai a spendere".
Ecco, io non vorrei essere intransigente, due parole le vorrei spendere in favore del mondo, di questo aspetto modernistico del mondo... le vorrei spendere davvero... ma dall'ultimo estratto conto del Conto Tolleranza si evince che lo stesso è in rosso... profondo rosso.


* avvertenza: il presente post è stato concepito e scritto di fretta, a lavoro e, quindi, potrebbe essere soggetto a revisione :)

26.10.06

Poesiucola

So quanto durera' la mia vita
Durera' esattamente "la mia vita più un giorno"
E sara' in quel giorno che le cose prenderanno forma
Il giorno in cui il senso di ogni cosa
si mostrera' nella sua stordente interezza...
E penso a me
con la durezza che meritano i farabutti
e la dolcezza che si deve agli innocenti
in quel giorno della mia vita che mi sopravvivera'.

Maxdog, 25/10/2006, 18:12

25.10.06

Primus inter dispares

Su consiglio della mia collega fotografa/scrittrice/bloggatrice Mari Treccenere mi sono lanciato nella lettura dei libri di Alessandro Baricco. Ho cominciato con "City" e un paio di minuti dopo aver finito di leggerlo ho acquistato "Seta". Sì, perché con mossa previdente ho letto le ultime pagine di City in spiaggia a Mondello, vicino alla libreria Sellerio... quasi potessi necessitare di un "pronto soccorso libro".
Dopo aver finito Seta, utilizzando lo stesso stratagemma, ho acquistato Barnum, Barnum 2, Novecento e Oceano Mare. Seta non mi ha entusiasmato come City, ma immagino che la sensazione di aver appena sfiorato la storia che racconta sia alla fine la riusciuta di un capolavoro... quasi fossero il libro stesso, i luoghi descritti, i nomi... fatti anche essi di impalpabile seta.
Ad ogni modo, chiudere il libro dopo aver finito di leggerlo e muovermi verso la libreria sono stati due atti di un unico movimento, come braccia e bacino nello swing di un golfista elegante.
Lì, la prima sorpresa: il libraio del giorno (si alternano varie persone, a rotazione... era quindi comunque un volto conosciuto) mi manifesta la propria avversione nei confronti di Baricco, con un lapidario "mi sta antipatico". Allora approfondisco: "Ma antipatico come persona o come scrittore?". Lui: "Un po' l'uno, un po' l'altro".
Io di solito ho un approccio quasi compulsivo con i libri e, soprattutto, con gli autori: se trovo qualcosa/qualcuno interessante, divoro l'intera produzione senza soluzione di continuità... non li leggo soltanto, faccio sì che mi impregnino come è successo ad esempio con la saga di Malaussènne di Daniel Pennac. Quindi, per smaltire il sovraccarico di "entusiasmo" al riguardo, ho parlato con amici ed amiche di questa nuova avventura letteraria e lì... seconda sorpresa, non mitigata dal ripetersi dell'evento: trovo in loro antipatia verso Baricco...
Mi sono chiesto come possa essere così diffusamente antipatico uno scrittore che, a me sembra, scriva in un modo così bello da non farmi trovare in un primo momento le parole per descriverlo.
Leggendo "Barnum", che è non un romanzo ma la raccolta di articoli scritti da Baricco per una rubrica dal titolo omonimo sul quotidiano "La Stampa", torinese come lui, penso di aver trovato la definizione adatta: Baricco scrive oltraggiosamente bene.
Scrive così bene che mi pare plausibile che la maggior parte della gente se ne senta minacciata come da qualcosa che percepisce alieno da sé. Non scrive come un umano comune che scriva bene, ma meglio ancora... e qui sta l'oltraggio. E' evidente che la comparazione possa avvenire tra omologhi. Ecco perché, secondo me, Baricco suscita antipatia: per la difficoltà da parte del pubblico di accettare di trovarsi di fronte a qualcosa con cui è difficile paragonarsi, per manifesta superiorità dell'altra parte in causa.
Con lo stesso meccanismo probabilmente John Holmes veniva percepito, in difesa dell'identità sessuale e della mascolinità del pubblico medio, non come il più dotato tra gli uomini ma come il meno dotato dei cavalli.

24.10.06

Inquietanti interrogativi esistenziali

L'albero umano - 24.10.2006

Ammettiamolo, tutti ce lo chiediamo almeno un paio di volte al giorno: ma gli alberi fanno la cacca? Penso che possiamo concordare, dopo anni di esperienza su questo globo terracqueo, che ci sono tre condizioni essenziali per fare la cacca: 1) essere in vita; 2) cibarsi di qualcosa; 3) avere un orifizio atto alla deposizione.
In effetti, sintetizzando quanto postulato nel primo principio della termodinamica, "nulla si crea e nulla si distrugge... tutto si trasforma". Ecco, in questo caso il cibo si trasforma... in cosa?
Riflessione dedicata a tutti coloro che, per motivi religiosi o filosofici, hanno una concezione antropocentrica del mondo e della vita: si parla spesso di un essere asseritamente superiore, l'essere umano appunto, che sarebbe stato posto al vertice della catena alimentare e, soprattutto, al vertice della piramide dello sfruttamento potenziale dell'ambiente.
Essere superiore...
Già il fatto che le piante e gli alberi siano intrinsecamente e strutturalmente impossibilitati a muoversi e fare danno... in estrema sintesi il fatto che non possano andare in giro a rompere le palle al pianeta e ai suoi abitanti... già questa loro enorme qualità secondo me dovrebbe fare riflettere sulle reali gerarchie a questo mondo.
Ci si aggiunga che le piante e gli alberi, hanno come sottoprodotto della fotosintesi clorofilliana, cioè del proprio processo di nutrizione, ossigeno... essenziale per la nostra esistenza. E noi, cosa "sottoproduciamo"?
Ecco... adesso venitemi a parlare dell'essere umano come essere superiore... se ne avete il coraggio :)

(nella foto: un curioso ed inquietante caso di mutazione genetica... l'albero umano)

23.10.06

Interludio



La moto giace immobile, inutilizzata ed inutilizzabile nel box... l'auto è gentilmente ospitata ormai da quasi un mese nel garage del meccanico che la sta curando... l'adsl non è ancora stato attivato o, meglio, i solerti operatori del 187 mi comunicano che la linea è attiva ma risulta un guasto, ancor prima di poter effettuare la prima connessione...
Ebbene, crediateci o no, ma così c'è un equilibrio quasi perfetto... ho una esistenza più piena... ho tutto il nulla che mi serve.

13.10.06

Kant che ti passa

Anni fa, al liceo, durante una spiegazione in classe la professoressa di filosofia era impegnata a far sì che delle menti mediamente non eccelse (quelle di noi studenti della classe, degni rappresentanti della media del genere umano) riuscissero non dico a capire, ma quantomeno ad intuire quale fosse la costruzione logica che era alla base della visione della vita e dell'universo del celeberrimo filosofo tedesco Immanuel Kant.
Inutile dire che brancolavamo nel buio. Era l'alba delle trasmissioni televisive trash, il mitico programma "Drive In" imperava sugli schermi di ogni abitazione (vi muoveva i suoi primi passi Ezio Greggio
), quindi le nostre giovani menti cominciavano ad essere fuorviate da una sovraesposizione a chiappe e tette... figurarsi appropriarsi dei concetti alla base della "Critica della Ragion Pura". Il solo nome di questa opera di Kant suscitava sguardi persi nel vuoto, grattate di testa, psoriasi improvvise e fulminanti, nei casi peggiori anche collassi del sistema nervoso... esattamente come una pellicola fotografica non sviluppata che, esposta alla luce del sole, si impressiona fino a "bruciarsi", così noi. Troppi discorsi logici e sensati bruciavano il nostro quieto buio.
Ad ogni modo, proprio per farci capire quanto rigorosa fosse la logica critica di Kant, e forse per introdurre un argomento comprensibile ai più, la professoressa disse: "Kant era così meticoloso, così preciso che quando usciva di casa, ogni mattina, le persone che abitavano nei paraggi regolavano gli orologi sulle ore 7:00, tanto erano sicuri della precisione di quell'uomo... sapevano che non sarebbe mai uscito né un secondo prima, né un secondo dopo dello scoccare delle 7:00".
Ora, immaginate la simpatia che tale affermazione poteva suscitare in un giovane di 18 anni. Io in quel periodo non avevo nulla di organizzato e preciso, se non l'orario di ingresso a scuola (quelle volte che ci andavo, sia beninteso) e l'orario degli allenamenti di pallavolo. Per il resto non pranzavo mai alla stessa ora, né nello stesso luogo. Nei fine settimana ero spesso invitato a dormire a casa di amici, mi bastava avvertire casa con una telefonata e restavo fuori col motorino, senza aver mai avuto problemi di sorta.
Il mio amico Fabrizio, batterista in erba (evitare risate, grazie hehehe), mi portava spesso con sé a Carini, nel suo villino estivo, per dare il pasto quotidiano a tre cani che ospitava nel giardino: Attila, un alano immenso e buonissimo, Totò, meticcio dal carattere stupendo e Fritz, dalmata bastardo, aggressivo oltre ogni modo; sono sicuro che unendo i puntini sulla pelle, a mo' di gioco della Settimana Enigmistica, sarebbe venuta fuori una scritta tipo "Vaffanculo Mondo!".
Suonavo il basso in un paio di gruppi, frequentavo donzelle compiacenti, giravo a vuoto per la città col mio fido (ed orribile) Aprilia, cambiavo marca di sigarette ad ogni pacchetto, divorato dalla curiosità, non mi perdevo una gita fuori porta ovunque essa fosse, avevo 5 orecchini (4 li porto ancora) e li cambiavo spessissimo alla ricerca dell'equilibrio perfetto tra peso ed estetica.
Quindi, alle parole su Kant, non potei fare a meno di pensare: "Ogni mattina alle 7:00, né un secondo in più né uno in meno? Povero patetico coglione..."
Da un paio di settimane a questa parte, da quando non ho connessione adsl a casa a dire il vero, assisto ad un bizzarro fenomeno, mi addormento sempre alle 22:30, o volontariamente sul letto o involontariamente ovunque il mio corpo sia deposto. Di conseguenza, mi sveglio sempre alle 5:30 in punto, anticipando la sveglia del telefono di ben 25 minuti.
Ma la cosa che mi ha lasciato davvero basito è che, prendendo sempre l'autobus delle 7:10, scendo alla fermata vicino al lavoro alle 7:20 circa e incontro ogni mattina una signora che, con una Opel Corsa blu, è intenta a uscire dal cancello di casa per recarsi verso la città.
Non so se avete presente il film sul Giorno della Marmotta con Bill Murray (Ghostbusters, Lost in Traslation), quello in cui recita la parte di un giornalista che, inviato in un paesino per documentare la festa della marmotta, si trova a rivivere lo stesso giorno di continuo, giorno dopo giorno dopo giorno. C'è anche una versione italiana, che parla delle civette, con Antonio Albanese, credo si chiami "E' già domani".
Che pensare adesso? Dopo aver smesso di fumare e aver cominciato a mangiare cibi sani mi era venuto il dubbio di essere diventato uno di quegli esseri che ho sempre considerato esecrabili, quasi un salutista... brr...
Per una forma di autoindulgenza non riesco ancora a darmi apertamente del "povero patetico coglione", ma c'è un dubbio che mi assale: come definire questo processo di trasformazione della mia vita? Sono arrivato a quattro ipotesi:
1) Evoluzione
2) Maturazione
3) Involuzione
4) Catastrofe

Se vi va, votate nei commenti :)

6.10.06

Diario dal pianeta "Sconnesso"


Svolta epocale nella mia vita: ho portato Clarabella (la Citroen 2cv infortunata) dal medico... ehm... dal meccanico: mi ha detto che ci sono speranze di salvarla dalla sua destinazione designata attualmente... cioè un burrone. Non ho idea di quanto costerà, ma quando si arriva alle questioni di cuore (che attualmente sono due, cioè Clarabella e Camilla) non guardo cifre... anzi vado avanti come un treno privo di freni lanciato in discesa.
Ho anche richiesto l'attivazione della nuova linea ADSL lunedì 2 ottobre, ho scelto una 640 kbit che sarà portata a metà ottobre a 2 mbit... se funziona davvero, sono a posto. Pare che bastino circa 10 giorni per l'attivazione. Piccolo particolare: ho chiesto ieri ai titolari della linea cui mi appoggio di controllare lo stato dell'attivazione, per scoprire che la Telecom ha effettuato dei lavori di manutenzione nella centralina e che loro, come regalo, hanno avuto la linea temporaneamente distaccata e attaccata sull'utenza di un altro ignaro cliente.
Comunque, pare che per risolvere il guasto occorrano solo un paio di giorni e che per far ciò si debba solo capire quale sia il cavo giusto da collegare allo spinotto giusto: in sintesi, c'è di che essere ottimisti. In foto, i pali che emergono della centralina in questione -.-'.
A presto, spero.

P.s.: chi crede all'ultima frase è fesso :)