11.12.07

Occhio di lince... anzi no, di pesce.

Il fisheye, occhio di pesce, è un obiettivo fotografico.

In realtà il fisheye è un obiettivo fotografico poco deg
no di questo nome. E' un obiettivo poco obiettivo, dal momento che non invia alla pellicola o al sensore digitale una rappresentazione vera della realtà, ma una visione distorta, deformata, paradossale (appunto, poco obiettiva).

Avete presente quelle immagini tonde con 180 gradi di visuale compressa in un cerchio? Ecco,sono ottenute con gli obiettivi fisheye.

Come se non bastasse, il fisheye è un obiettivo molto costoso. Molto, molto costoso. Così costoso da bloccare sul nascere le sinapsi di quei neuroni che, in via del tutto ipotetica, avrebbero potuto attivarsi per arrivare un giorno a pensare di poterlo comprare.

Oggi, dietro spunto (e informazioni tecniche) fornitemi dal mio amico Marco, ho provato a costruire un aggeggio che tramite uno di quegli spioncini che si trovano nelle porte, simulasse l'effetto fisheye.


Spioncino = 7 euro

Tubo contentitore di silicone ormai svuotato = gratis, datomi da un operaio sotto casa
30 cm di nastro isolante nero = 10 centesimi circa


I risultati? A un pesce non dispiacerebbero, sono sicuro.

Diciamo che i risultati, come vedrete tra poco, non sono eccelsi.

Ma se non ho l'occhio di pesce, almeno ho aguzzato l'ingegno... con vero occhio di lince.











11 Dicembre 2007

6.10.07

Piccolo test di resistenza

Mi sono reso conto che noi pragmatici occidentali spesso non abbiamo il tempo di ragionare sulle cose, presi dalla realizzazione dei nostri magnifici progetti. Che poi in realtà alla velocità del lavoro, degli spostamenti, dell'andare a recuperare i figli in qualche palestra sperduta all'altro capo della città faccia seguito una lentezza esasperante da sedimentazione sul divano a guardare la tv, questa è un'altra storia... non siamo qui per fare polemica, no?

Una visione meravigliosa tipica delle culture orientali, contrapposta a 180 gradi alla nostra, è quella di quale posto occupino passato e futuro riguardo alla disposizione concettuale del nostro corpo nel tempo.

Noi occidentali parliamo spesso di lasciarci qualcosa "alle spalle", quando andiamo oltre una situazione presente. Abbiamo questa concezione per cui ci muoviamo nel cammino della nostra esistenza procedendo con lo sguardo rivolto al futuro, lasciandoci alle spalle il passato.

Se così fosse, avremmo una visione distintamente chiara di ciò che ci aspetta, soprattutto in quelle esistenze ben strutturate e scandite da un quotidiano regolato... con lo stesso lavoro, gli stessi ritmi, le stesse mete e abitudini ogni giorno.

Ovviamente, non è così. Il futuro, per definizione, è imperscrutabile. Se camminassimo verso il futuro, dovremmo immaginare di avere davanti il buio assoluto, intravedendo a distanze siderali dei piccoli bagliori, come minuscole lanterne nella nebbia, rappresentate dai nostri desideri, dai nostri progetti... appunto barlumi di concretezza scagliati dalla nostra volontà nell'impoderabile "domani".

Molto più saggiamente nelle culture asiatiche l'uomo viene visto come un essere in movimento nel tempo, ma intento a camminare al contrario, spalle al futuro. Questo gli permette di avere una visione globale del cammino percorso nella vita, gli permette di ricordare non solo chi è, ma anche da dove proviene, nel bene o nel male... permette di dare un senso compiuto alle scelte, alle cose che giorno per giorno passano da ipotesi a desideri concreti, ai sentimenti che da simpatia diventano attrazione, da attrazione diventano amore, agli amori che sfioriscono... dal momento che, per quanto spesso ci venga difficile ammetterlo, quasi sempre ciò che ci accade è frutto di una dinamica di azione-reazione.

Anche il camminare al contrario mi pare perfetto, perché non sai cosa ti aspetta alle tue spalle, così come noi non conosciamo il futuro, e dà l'idea di un incidere incerto, in cui ogni gradino, ogni asperità del cammino (vita) può farti sobbalzare e rischia di minare il tuo equilibrio, se non addirittura di farti cadere.

Penso che se guardiamo alle nostre spalle, al nostro vissuto, tutti abbiamo degli eventi spartiacque, dei bivi che ci è capitato di imboccare più o meno consapevolmente o volontariamente nella vita e che hanno determinato un cambiamento reale del quotidiano, eventi che ci hanno fatto andare realemente da una parte piuttosto che da un'altra.

Io ad esempio tra tanti ricordo l'incontro con Rosalba, 18 anni lei e 14 io ai tempi, bellissima (fuori e dentro) ragazza che tentai invano di sedurre per due anni, non per gioco ma con la leggerezza del gioco, convinto che mai una donna come lei avrebbe potuto trovare minimanente interessante uno come me... per poi scoprire a 16 anni (lei 20) che in realtà le sue resistenze di quegli anni erano dettate soltanto da una questione di imbarazzo legata all'età... e che già a 14 anni le sembravo bello, maturo, aitante, divertente...

Alla fine abbiamo vissuto una storia intensissima, ma di certo non la classica luna di miele da piccioncini, tutta baci e leggerezza. Io, a dispetto di quanto lei mi trovasse maturo, mi muovevo ancora nelle secche di estati di cazzeggio totale (beh, vorrei vedere a 16 anni), condite dal quotidiano acquisto della Gazzetta dello Sport, allora definibile comunque "giornale", se pur sportivo... mattinate spese a mare, pomeriggi a recitare il ruolo di ripieno di una sedia sotto le frasche, a sognare le gesta di Matthaus, Serena e Klinsmann...

Passata l'estate, cominciò l'autunno (insospettabile, eh?) e dovemmo ricalibrare il quotidiano, incastonando i momenti insieme tra quelli istituzionali, tipo la scuola per me e l'università per lei. Ed ecco che di improvviso trovai plausibile, nelle mie frequenti autonome assenze da scuola, piuttosto che andare allo stadio delle palme a giocare a basket come facevo sempre, andare a trovare lei all'università, facoltà di Lettere...

Erano anni particolari, l'università era in fermento soprattutto politico, il Partito Comunista Italiano si apprestava ad affrontare la s
volta della Bolognina impressa da Occhetto e il dibattito infuriava nella società italiana.

Io posso ben dire che fino ad allora non avevo mai visto la politica come qualcosa di reale, di tangibile, ma soprattutto non la trovavo minimamente interessante. Avevo dentro di me una visione della vita che era un mix inconciliabile di dissolutezza ed etica, che probabilmente mi porto ancora dentro, ma non avevo idee politiche che potessero essere sintetizzate all'interno di un "...ismo", qualunque esso fosse.

Andando a trovare Rosalba alla facoltà di Lettere, mi imbattei in un universo che sconoscevo, fatto di attivismo, di passione, di speranze, di visione critica della vita e delle scelte che si compiono. Fu così che passai dalla Gazzetta dello Sport (riposi in pace) all'Unità... ai diari del Che, al Capitale di Marx...

Non che abbia sposato in pieno la causa, dal momento che la caratteristica principale della mia personalità è l'assoluta necessità di non far parte di nessun gruppo, ma diciamo che sicuramente il mio cuore pende a sinistra, non fosse altro che per quella considerazione banale ma concreta che ciò che accomuna tutti gli essere viventi, dalle amebe agli elefanti, è quella di non avere scelto di nascere... e siccome non si sceglie neanche il sesso, il luogo, le condizioni economiche e sociali... e siccome penso sia abbastanza palese la differenza di fortuna nel nascere donna a Kabul o uomo a Londra, penso che la solidarietà verso gli altri esseri sia un sentimento che nasce spontaneo... o che dovrebbe nascere spontaneo ove questo non accada.

Sicuramente, dall'alto della collina dove mi trovo adesso nel cammino della mia vita, vedo quel bivio... il piazzale davanti alla facoltà di lettere, io che posteggio il mio orrendo Aprilia Tuareg 50 con la sella rossa, lei che mi viene incontro col suo sorriso meraviglioso, che mi bacia e mi dice: "Vieni, hanno cominciato". Io: "Cosa?". Lei: "Seguimi". E io che la seguo, come quasi sempre facevo trascinato dalla sua energia, trovandomi in una aula enorme della facoltà con centinaia di persone che dibattevano se fosse giusto andare oltre l'esperienza comunista del PCI aderendo al Partito dei Democratidi di Sinistra, oggi DS e quasi Partito Democratico, o se fosse il caso di continuare le battaglie di democrazia nel PRC, Partito della Rifondazione Comunista, oggi citata come Rifondazione e basta.

Mi si schiuse un mondo enorme... e oggi, dalla collina, so che se non ci fosse stato quel periodo, quella mattina, quello sguardo a introdurmi a certe cose, magari sarei in ritardo sul me stesso del presente... o forse sarei oltre... ma comunque non sarei lo stesso.

Non penserei con ottimismo al prossimo 14 ottobre, alle primarie per l'indicazione del segretario del futuro Partito Democratico... e ancora non sarei andato oltre i miei gusti musicali, allora definibili con il motto "Heavy Metal o morte", non avrei ampliato la gamma delle percezioni possibili ad altre sonorità ma soprattutto ad altri contenuti.

Tutto questo per dire che stamattina mi sono svegliato con in testa una canzone che era nell'oblio da anni, che l'ho cercata su Youtube (trovandola, incredibilmente) e che inserirò qui il video per completare il piccolo test di resistenza che questo post rappresenta.

Se siete arrivati fin qui, ne avete superato già una bella parte... La seconda parte, non meno impegnativa, sarebbe quella di guardare il video e scrivermi un commento su come vi è sembrata la canzone, che per inciso è "Stalingrado - La Fabbrica" degli Stormy Six.

Il video è un collage di immagini, non particolarmente intrigante, ma è questo uno di quei casi in cui la sostanza dovrebbe trionfare sulla forma.

Ovviamente mi aspetto 0 commenti... vediamo se siete in grado di deludere la mia aspettativa :D




24.9.07

A ogni era, il suo...

VENI, VIDI... FUGI




24/09/2007

15.9.07

Boom! Sorpresa!






Quest'estate, come sempre alla ricerca del modo di turare le falle della mia millantata vasta cultura, mi sono lanciato nella lettura dell'Elogio della Follia di Erasmo da Rotterdam. Il titolo, va da sé, è uno di quelli imprescindibili, tipo "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez, uno di quei libri che non puoi fare a meno di leggere (salvo magari poi scoprire che fa il giro ovunque, senza portarti da nessuna parte).

Una delle frasi che più mi ha colpito dell'Elogio è "La felicità consiste nel voler essere ciò che si è". Dirompente, nella sua quieta semplicità. Forse, solo un po' troppo definitiva, ché se è vero che voler essere ciò che si è può portare alla felicità, mica basta da sola come cosa... o mica è l'unica strada verso la felicità.

Senza voler divagare su un tema che ha portato vicino al limite con la follia fior di menti nel corso dei secoli (alcuni li ha proprio scaraventati oltre quel limite, me li immagino tutti questi argonauti della felicità andare in giro nudi, saltellanti e festosi, a parlare con le zecche nei campi in primavera inoltra
ta), aggiungo una variazione che balza agli occhi e alla mente ogni qual volta (sempre -.-) ci si immerge nel mondo circostante: "La felicità è voler vivere nel mondo in cui si vive".

Questa mi sembra ancora più azzeccata e però frustrante, perché se un minimo si può intervenire su ciò che si è (fermi lì, non andate a cercare un bisturi che vi modelli in meglio la personalità perché non esiste ancora e spero non esista
mai), invece è difficilissimo se non impossibile riuscire a intervenire sul mondo circostante.

Va bene caro lettore sedicenne reduce da una notte in spiaggia accanto ad un falò a cantare canzoni di Bob Dylan rimpiangendo quegli anni '60-'70 che né io né tu abbiamo vissuto in diretta (io nei '70 tecnicamente c'e
ro, ma per quanto fossi un bambino difficile nel 1979, a 6 anni, non mi infarcivo di canne nei centri sociali, purtroppo)...
Lo so cosa stai pensando... stai pensando che giusto stanotte... ma che dico... poche ore fa avete progettato la rivoluzione perfetta, in squisito equilibrio, cruenta e conciliante al punto giusto... e tutto cambierà e sarà bellissimo... sappi che avrai modo di vederti la rivoluzione sparire sotto i tuoi occhi come una tovaglia
che un prestigiatore chiamato Società avrà avuto la perizia di sfilarti da sotto piedi con un unico, elegante, congruo, folgorante movimento.

Visto che il mondo non si cambia, che male c'è a sperare che almeno ogni tanto riesca a stupirti? Non dico uno stupore eclatante, tipo "Apriamo il TG con la notizia che i confini tra le nazioni sono stati aboliti, e così la proprietà privata e il concetto di proprietà intellettuale. Sappiate che da adesso tutto è di tutti, sappiate usare bene questa ricchezza".

No, no, mi accontenterei di stupori più banali, minimali, di segnali che inducessero non dico alla gioia ma anche ad un minimo ottimismo... Che so, pensare di poter vivere in un mondo in sui muri invece che frasi tipo






qualcuno avesse l'ardire e l'ardore di scrivere:





Ok, torno a dormire.



15/09/2007

10.9.07

Drabble/3

Una storia in cento parole, scritta meditando su un futuro remoto che potrebbe approssimarsi... ma dico, non potrei semplicemente stramazzarmi di canne come fanno tutti invece che scrivere 'ste cose qui? Boh :)




Voi siete quelli veri

di Fattore Zero




Voi siete quelli veri.

Ho visto lo sgomento negli occhi di quei disperati cui la vita ha donato così poco da far loro avere bisogno di comprarmi. Li ho visti muovere sotto i miei freddi occhi "lavoro", "denaro", "successo" per lusingarmi, li ho visti farli pendere da un punto all'altro del mio orizzonte come fossero specchietti luccicanti da propinare allo sprovveduto pellerosa.

Pazzi.

Voi siete quelli veri... io sono solo un abozzo, un'ipotesi contrastata. Datemi acqua quando ho sete, e avrò fame. Datemi da mangiare quando ho fame, e avrò noia. Datemi qualcosa di interessante... e starò dormendo.



10/09/2007

4.9.07

Ajè Carramba

E per una volta, da fotografo rompiballe, mi sono trasformato in modello anche grazie al variopinto sombrero che mia sorella mi ha portato come souvenir dalla lontane lande del Mexico.
Metto due foto scattate da Valentina e Marco con la mia Nikon, giusto per non abusare del vostro stomaco.

Hasta luego.



(Valentina)



(Marco)

03.09.2007

28.8.07

Drabble/2

Una storia plausibile in cento parole, sedimentando sul cemento con Donatella (Francesca secondo alcuni, tra cui l'Anagrafe dello Stato)...




Clemenza plausibile

di Fattore Zero




Ero così impegnato a cercare di vivere bene da essermi dimenticato di vivere del tutto.

E' che l'unico modo di valorizzare un diamante che ti capiti tra le mani e' quello di incastonarlo in una impalcatura di vita plausibile, dal momento che qualsiasi gemma, anche la piu' pura e lucente, non sta in piedi da se' se non a rovescio, e io di cose a rovescio ne ho abbastanza.

Chiedo clemenza, ma non me la sono sentita di pagare alla plausibilità il prezzo di una vita da calcetto il lunedi', poker il giovedi', sant
iamenti la domenica.

Destrutturazione, cos'altro?



27/08/2007





20.8.07

Ritorno a lavoro/1: Urlo palindromo







AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA



Attendo smentite, se osate...

10.8.07

Sagra dell'ossimoro/1: Rivoluzione borghese








Durante uno dei miei pochi convinti tentativi di mettere ordine in casa, mi sono imbattuto in un foglio di carta di quasi dieci ann
i fa, su cui avevo scritto una specie di poesia... cioè, in realtà si tratta di un elenco spezzato in versi, che era nato dal misto di sconforto e rabbia nel vedere gli ostacoli che delle persone, rivelatesi allora come degli idioti e così confermatisi nel tempo, frapponevano ai desideri di chi da giovane ha ancora la voglia di sognare e la forza per farlo.

Dal momento che io non sono mai stato un tipo spendibile, mai ricevuto il timbro di "bravo e affidabile ragazzo", né a dire il vero ho mai fatto nulla per cercare di ottenerlo, ecco che un sistema di vita con cui mi ero incontrato e scontrato muoveva le sue pedine a difesa della condizione allora esistente. Inutile dire che col tempo la normale dinamica della vita ha fatto sì che quel sistema, malsano alla base, crollasse da sé... ma questo è avvenuto quando io, ormai lontano, ho potuto solo sentire un leggero tremolio sotto i piedi e ho visto, al di là dell'orizzonte, alzarsi una nuvola di detriti... ho potuto solo immaginare, con costante indifferenza, il cumulo di macerie.

Va bene, post criptico in questa prima parte, ma non voglio spiegare questa cosa meglio di quanto non abbia già fatto.

Questa sorta di poesia-elenco aveva come titolo "A tutti i benpensanti" e faceva così:


Noi gocce di china in un mare nero,

Noi esagoni in un alveare,
Noi fili d'erba in un prato inglese,
Noi ovuli in un ovaio,
Noi elettroni in corsa in un filo di rame,

Noi peli sul dorso di un cane,
Noi barattoli sugli scaffali di un supermercato,
Noi battiti di un cuore impazzito,
Noi lapidi in un cimitero,
Noi aliti di vento in una bufera,

Noi pecore nei presepi,
Noi sigarette in un pacchetto,

Noi fiammiferi in una scatola,
Noi perle in una collana,

Noi stronzi in una fogna,
Noi fogli di un quaderno,

Noi cenere in un braciere,
Noi lacrime nel vento,
Noi...
vi romperemo il culo.





Dieci anni sono passati, e spesso la vita prende vie perpendicolari (nei casi più fortunati) se non addirittura parallele (e qui è la fine) rispetto a quelle che avremmo pensato di percorrere, ma spesso sotto la cenere la brace cova ancora. La ponderatezza dell'età adulta in sé non è un gran male, basterebbe ricordarsi chi si era un tempo, e valutare se lo si è ancora.


E allora, in onore al me stesso di dieci anni
fa, che rivoluzione sia.

Subito.

Anzi no, dopo le 20:30 ché ci sono i Simpsons su Fox.


Sacro fuoco della rivoluzione



10/08/2007

5.8.07

Drabble/1

Una storia in cento parole, ascoltando Janis Joplin...




Eppure...

di Fattore Zero





- Eppure...

- Eppure cosa?

- Eppure mi pare di ricordare un periodo della mia vita in cui non fossi costantemente stanco... deve esserci stato da qualche parte nel passato.

- Dici? Passato e futuro sono chiemere, eventi conclusi e ipotesi non verificate, buone per fare da sfondo a melanconici rimpianti o a nuovi compulsivi desideri.

- E quindi?

- E quindi viviamo in un eterno presente.

- ...

- Qualsiasi cosa sia già stata, è compiutamente adesso; qualsiasi cosa sarà, è già adesso in attesa di sbocciare. Non ci rimane che restare a contemplare questo transito inellutabile, evitando di opporre inutili resistenze.

- Ne sei sicuro?

- Sì, decisamente.

- Eppure...


05.08.2007

2.8.07

Macrocosmos

Spero di non intripparmi con questa cosa, se no mi vedrete girare ingobbito per i prati alla ricerca di soggetti da fotografare... e non credo che gioverebbe molto al mio equilibrio mentale :D





02/08/2007

27.7.07

Irrazionale ragione

Oggi ho portato Camilla da Pierpaolo, il suo veterinario personale (si può dire "personale" di un cane? Chissà...) per una visita di controllo. Diciamo subito che pare stia benone, e questa è una bella notizia.

Lato negativo, la angustissima sala d'aspetto della nuova sede dello studio veterinario, con una temperatura di 40 gradi e aria fermissima. Tra le persone in attesa, una mamma con le figlie e un dalmata femmina di 45 giorni, di una bellezza e dolcezza indescrivibili, e una coppia di ragazzi con un gatto bianco che sembr
ava essere passato attraverso una lotta all'ultimo sangue con una banda di felini malviventi, tanto era pieno di ferite e soprattutto tanto sembrava assente.

Cosa tipica di queste sale d'attesa è l'innalzare tutti indistintamente canti di gloria ai nostri amici pelosi, tutti pronti a dire di come gli animali siano meglio delle persone... con l'immancabile frase "più conosco gli uomini più
apprezzo gli animali", pronunciata però dalla mamma in maniera mnemonica a parti invertite, con successiva correzione.

E devo dire che ho partecipato anch'io alla discussione, blaterando di come il mio rapporto con Camilla sia non solo un rapporto d'affetto, ma anche un rapporto basato sulla stima per il saper vivere meglio di quanto no
n facciamo noi umani... intrappolati nelle nostre sovrastrutture...

Durante la discussione è venuto fuori che il gatto bianco, nel cui sguardo spento era comunque rintracciabile una traccia di un antico e passato splendore, era in realtà stato colpito da un ictus e che la coppia era lì per farlo abbattere. Lascio immaginare il velo di densa e spessa tristezza che si è posato su noi tutti...

Ma ecco che lì si è compiuto un piccolo mirac
olo. Io non faccio che decantare la stupenda irrazionalità degli animali, il loro essere tutta emotività a scapito della logica e della programmazione... e cosa accade? Che Camilla si avvicina prima al microdalmata, annusandola, per poi girare il muso verso la cesta in cui c'era il gatto destinato all'oblio.

La padroncina del dalmata mi chiede con lo sgu
ardo quanto concreto fosse il rischio di ritrovarsi dopo poco con una zampina di dalmata in mano, mentre il resto del cane si sarebbe dimenato nella bocca o nella pancia di Camilla.

L'ho rassicurata, dicendole che Camilla è sempre molto dolce con i cani. E mentre girava il muso verso la cesta col gatto la ragazza che l'aveva portato lì mi ha chiesto, con sguardo davvero preoccupato, che tipo di rapporto avesse Camilla con i gatti, evidentemente atterrita all'idea che si rinnovasse il
clichè del cane che morde il gatto.

Ma dico, sai che il tuo gatto verrà abbattuto da qui a poco e ti preoccupi dell'eventualità che un cane possa sbranarlo?


Non è terribilmente meraviglioso tutto ciò? Una totale sconfitta della ragione, calpestata dal sentimento...

Pur nel momento terribile dell'attesa del volontariamente irreparabile, pur non essendo la ragazza una bellezza... c'era nell'aria un senso di compiuta bellezza.

Per il gatto, riposi in pace, meno.




foto irrazionale e senza collegamento o costrutto, a corredo del post

26.7.07

Cogli l'attimo fuggente...

Ok, il titolo non c'entra niente... ma ho dormito poco e sono stranamente indulgente...






25/07/2007

23.7.07

Ogni tanto...

fonte: http://www.corriere.it
pagina: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/07_Luglio/23/welby_anestesista_prosciolto.shtml


La decisione è del gup di Roma Zaira Secchi
Welby, prosciolto medico che staccò la spina
L'anestesista Mario Riccio, che interruppe la ventilazione meccanica sollevato dall'accusa di «omicidio del consenziente»


L'anestesista Mario Riccio (Emmevi)
L'anestesista Mario Riccio (Emmevi)
ROMA - L'anestesista Mario Riccio che interruppe la ventilazione meccanica aiutando Piergiorgio Welby a morire è stato prosciolto dall'accusa di «omicidio del consenziente». La decisione è del gup di Roma Zaira Secchi, la quale, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Francesca Loi e del difensore di Riccio, Giuseppe Rossodivita, ha dichiarato il non luogo a procedere contro il medico perchè il fatto non costituisce reato.
«IL FATTO NON COSTIUISCE REATO» - Non luogo a procedere perchè il fatto non costituisce reato. È la formula utilizzata dal gup Secchi per sentenziare il proscioglimento di Mario Riccio. In pratica, il giudice ha stabilito che Piergiorgio Welby aveva il diritto di chiedere di interrompere il trattamento medico cui era sottoposto, e l'anestesista che interruppe la ventilazione artificiale aveva il dovere di assecondare questo diritto. Piergiorgio Welby, affetto da una grave forma di distrofia muscolare, morì a Roma nel dicembre scorso.
«UN DIRITTO LA RICHIESTA DI STACCARE LA SPINA» - L'8 giugno il gup di Roma Renato Laviola respinse la richiesta di archiviazione della posizione di Riccio, chiedendo alla procura di Roma di formulare un «capo di imputazione coatto» e chiedere il rinvio a giudizio del medico per il reato di «omicidio del consenziente». Il procuratore Giovanni Ferrara ed il sostituto Gustavo De Marinis, titolari dell'inchiesta, preannunciarono che, in sede di esame della richiesta di rinvio a giudizio, la loro posizione sarebbe stata la stessa. Lunedì infatti, il pm Francesca Loy ha sostenuto davanti al gup che con l'interruzione della ventilazione meccanica a Piergiorgio Welby praticata da Riccio è stato attuato un diritto del paziente che «trova la sua fonte nella Costituzione e in disposizioni internazionali recepite dall'ordinamento italiano e ribadito in fonte di grado secondario dal codice di deontologia medica», sollecitando il proscioglimento dell'indagato.
«SENTENZA IMPORTANTE» - «Era un dovere di Riccio - ha detto a conclusione dell'udienza l'avvocato Giuseppe RossoDivita, difensore dell'anestesista - staccare il respiratore perchè così aveva chiesto il paziente. È una sentenza molto importante che riconosce il diritto del malato di rifiutare la terapia o la prosecuzione di terapie non volute».
«ADESSO SI DECIDA SU TESTAMENTO BIOLOGICO» - «Spero che adesso il Parlamento riesca a fare qualcosa per il testamento biologico. Lo chiedo con forza a nome di Piergiorgio». Così la moglie di Welby, Mina, al termine dell'udienza preliminare che ha prosciolto l'anestesista Riccio.
23 luglio 2007


La costituzione e la magistratura italiana, per fortuna, sono secoli avanti al popolo e ai suoi condottieri politici...

22.7.07

Un giorno, forse...

Un giorno, forse, scriverò un libro. Non so di chi o di cosa parlerà, non so se avrà un inizio interessante, uno sviluppo strutturato e un finale congruo... ma so che conterrà un dialogo che da giorni alberga nella mia mente... e che vi riporto di seguito:


- Cosa vuoi fare adesso?

- Non lo so.

- E non ti importa?

- Francamente, non me ne frega niente.

- Johnny, questo atteggiamento disfattista non ti porterà da nessuna parte.

- Bene, è esattamente dove volevo andare.



22/07/2007

16.6.07

Sconvolgente reportage con domanda esistenziale





Chi fotografa gli UFO?




U' fotografo.


9.6.07

Football sucàno

Da qualche tempo passo tutti i miei pomeriggi dedicandoli, incredibile ma vero, allo sport. Io che nella mia vita non avevo mai usato le parole "ho corso" se non seguite dall'espressione "un rischio" sono arrivato a correre per un'ora al giorno tre volte a settimana (percorrendo circa 9 kilometri in un'ora), alternando la corsa con due ore di bici nei giorni pari, allenandomi con Andrea, un mio amico convinto tra le altre cose che se un moscerino ti entra nell'occhio mentre vai in moto il moscerino medesimo, qualora non prontamente rimosso, possa arrivare alla parte posteriore dell'occhio, costringendo così il malcapitato ospite ad una operazione chirurgica per la rimozione di cotanto essere.

A parte queste teorie sballate, trattasi di bravo ragazzo :)

Non paghi di questo allenamento di pura fatica, abbiamo da poco cominciato ad esplorare una gamma di sport cui mancano giusto l'arrampicata
libera e la pelota basca.


Un aspetto interessante del correre, diciamo un sottoprodotto piacevole sta nel fatto che spendiamo questi pomeriggi di corsa nella zona di Mondello, segnatamente nel viale attiguo alla spiaggia, o verso il faro di Capo Gallo, o verso l'Addaura, o verso le falde di Monte Pellegrino che, lo dico per i non palermitani, sono zone di sospensione dal caos cittadino, piccole oasi di aria pura e ritmi non frenetici. Soprattutto il viale attiguo alla spiaggia, meta di pascolo della fauna palermitana peggiore nel fine settimana, durante i pomeriggi dei giorni feriali si riempie invece di persone che fanno sport, di gruppi familiari in bici, di mamme con passeggino e bimbo... insomma, in tempi post elettorali quasi una boccata d'ossigeno, diciamo una chance che la parte migliore di questa città mi offre... per riuscire a farmi tollerare la parte irrecuperabile che, ahimè, è gravemente preponderante.

Un paio di pomeriggi fa, prima andare a giocare a basket nel cortile di una scuola della zona che è dotata di campo con canestri, per quanto trattasi di campo obliquo (avete letto bene, il campo è in pendenza dal lato corto) ho portato Camilla fuori per la sua concimazione del mondo serale, e con Andrea abbiamo approfittato di questa passeggiata per scaldare il braccio lanciandoci la palla da football.

Mentre Camilla andava in giro a perlustrare il territorio, e mentre io e Andrea eravamo intenti a governare il volo di quella specie di uovo di cuoio, suscitando peraltro la comprensibilissima ilarità di un paio di donzelle sedute alla fermata dell'autobus, ecco che l'autobus medesimo arrivava nella piazza in cui fa capolinea, privandoci delle traiettorie migliori.


Era il famigerato 806 estivo, un autobus che ha come caratterstica (come da foto qui sopra) quello di avere la parte posteriore aperta, per permettere ai passeggeri di godere di un po' di brezza durante l'estate, e di poter anche apprezzare il panorama che si offre a chi arriva a Mondello.

Il "famigerato" è giustificato dal fatto che, di regola, l'utenza che lo affolla è abbastanza pittoresca, composta in massima parte da quella fauna di cui sopra, che un bravo cronista quale io non sono definirebbe "vitale", orrendo eufemismo che edulcora il ben più realistico "incivile".

Ad ogni modo, anche questo bus della linea 806 era pronto per la transumanza quotidiana, nella tratta verso la città. Così un manipolo di simpatici giovani dimostrò il suo interesse verso quei due giovani virgulti (Andrea giovane davvero, il sottoscritto giovane nell'animo), seguendo con lo sguardo i passaggi che ci scambiavamo. Un portavoce del suddetto manipolo ha poi stabilito un contatto con il sottoscritto, che riporto di seguito.

"Oh cucì(1), passa u palluni".

"Ehm... no"

"Ma ti piace 'stu... comu si chiama?"

"Football"

"E ti piaci?"

"E' divertente"

"Futbol... ma è americano? O è sucàno? Ahahahahahaha"


A quel punto, nel mezzo del fragore delle risate che si propagavano al suo interno, l'autobus è partito in un tripudio di urla e sputazzate gentilmente elargite al suolo palermitano dalla simpatica gioventù della mia città.

E mi risuona in mente quel vecchio detto... "Dio li fa e poi... li dimentica".

Quasi quasi avrei voglia di credere, avrei qualcuno con cui prendermela.





(1) cugino, epiteto tipico rivolto agli sconosciuti coetanei; verso un adulto diventa di solito "zio" o "mister".

14.5.07

Palermo o cara...

Palermo è la mia città, e mi ha sempre fatto discretamente ribrezzo. Non ho mai trovato un singolo motivo per essere particolarmente contento di essere nato o cresciuto qui. Oddio, in effetti tre motivi ci sono: il sole, il vento e il mare. Tutte caratteristiche derivate dal luogo scelto dai fondatori, ma nulla che possa trovare un legame con le scelte dei palermitani di oggi.

Non un ricordo di civiltà, se non la chiesa di via Roma, credo San Giovanni, gremita di persone per i funerali del giudice Giovanni Falcone, di sua moglie il giudice Francesca Morvillo e della loro scorta, massacrate della mafia a Capaci... ma durò come il fuoco di un cerino... questa città ha degli anticorpi portentosi contro la legalità.

Anche polticamente, dopo anni di dominio incontrastato della Democrazia Cristiana, Palermo si conferma un inesauribile bagaglio di voti per il centro destra... ma attenzione, non un centrodestra conservatore ma nazionalista e liberale, quanto il centro destra che abbraccia lo zoticone della valle bergamasca convinto che chi non si fa la croce davanti a una chiesa sia il diavolo in persona, ai post(?)fascisti di AN, fino a quella marmaglia indistinta di collusione malavitosa e aberrazione politica che è Forza Italia. Non voglio citare l'UDC se non con questa citazione (ossimoro, mio despota, sono di nuovo tuo) perché un partito che prende come punto di riferimento il Papa credo che si commenti da sé... meglio i nazisti, almeno loro a differenza dei cattolici di oggi credevano in qualcosa.

I primi dati sullo scrutinio dei voti per il sindaco di Palermo non lasciano dubbi, la città ha riconfermato Diego Cammarata alla poltrona di primo cittadino. Ringrazio i miei concittadini per il fatto di riuscire a mantenere il mio sdegno costante. Con questo voto hanno innalzato l'insipienza di questa persona al rango di proposta politica.

Costui non ha altro che una innata faccia di bronzo, come il suo leader a livello nazionale, il cainano Silvio Berlusconi. Ora, alcuni dicono che al di là della valutazione politica, personaggi come Cammarata o Berlusconi sono simpatici.

Questo mi fa tornare alla mente uno dei miei amici d'infanzia, che aveva una qualità che gli invidiavo: sapeva emettere dei peti poderosi con la mano sotto l'ascella... era davvero un portento... questo (e non solo) lo rendeva un simpaticone agli occhi della gente, anche ai miei, ma non per questo ho mai pensato che potesse spacciare tali finte flatulenze in una audizione all'ONU per un discorso che gettasse le basi per risolvere i problemi del mondo.

Ad majora, Palermo.

Peggio di così, mi pare francamente improbabile.

29.4.07

Masakazu Katsura

Masakazu Katsura. Detto così, sembra quasi una parolaccia e invece è un nome per me legato indissolubilmente a cose belle. Katsura, per i pochi che non lo sapessero, è un mangaka, un disegnatore di manga. Usare questo piccolo blog in maniera celebrativa per un artista mi sembra cosa un po' ridicola, però ho appena finito di leggere "I's", con circa 8 anni di ritardo sulla sua pubblicazione e non mi andava di lasciare perdere nell'oblio le sensazioni che mi ha suscitato.

Katsura è l'autore, tra le altre varie cose, del manga "Video Girl Ai", cui diede un piccolo seguito chiamato "Video Girl Len"... ricordo che ai tempi, parliamo del 1993 circa, compravo i fumetti alla loro uscita mensile... Dragon Ball, Rough, Ranma 1/2... li leggevo e restavo in trepidante attesa fino all'uscita del mese
successivo, e sebbene questa cosa fosse motivo di (banale e leggera) frustrazione, ammetto che l'attesa aumentava il piacere.

No
n così per "Video Girl Ai". Dopo aver letto i primi due numeri, decisi che avrei acquistato gli altri man mano che fossero usciti, ma che non li avrei letti se non quando avrei avuto l'ultimo numero tra le mie mani, in modo da non dovermi arrovellare per un mese su cosa sarebbe potuto accadere.

Detto così penso suoni molto infantile, e probabilmente l'infantilismo sarebbe una buona chiave per spiegare tante cose nella mia vita, ma devo dire che se l'alternativa "adulta" è quella di diventare cinici al modo in cui descriveva la cosa quel genio immenso di Oscar Wilde, allora mi auguro di restare infantile per sempre
... e sono sulla buona strada pare.

Per inciso, Wilde disse: "Il cinico è colui che conosce il prezzo di tutte le cose e il valore di nessuna". E non parlo di prezzo economico... parlo di tutto quel ragionare sulle conve
nienze anche in termini di costo di energie - profitto che è tipico del mondo adulto... nelle relazioni personali ad esempio, vedo adulti col bilancino valutare se valga la pena spendersi o meno in una relazione, ponderando quale possa essere il vantaggio. Non sono così. Non lo sarò mai. Bene, a 34 anni infine qualche certezza. Risata. Di circostanza.

Ricordo l'emozione di quando Luciano, il proprietario del Club del Fumetto, mi disse che era arrivato l'ultimo numero di "Video Girl Ai", ricordo la calma apparente co
n cui tornai a casa mia dopo aver lasciato a casa sua la mia ragazza di allora. Era un venerdì, erano le 20 circa... l'indomani, sabato, non avrei potuto leggere il fumetto perché all'epoca il sabato lo passavo al negozio di mio padre, aiutandolo nel lavoro. Decisi così di contravvenire ai miei precedenti intendimenti, e cominciai a leggere di nuovo dal numero 1... ma solo per rinfrescare la memoria. Nei miei progetti era solo un modo per stuzzicarmi, sapendo che avrei "sofferto" di quel sabato lavorativo, per poi godere appieno della lettura la domenica... nella quale mi sarei sottratto a qualsiasi impegno con chicchessia.

Comincia a leggere ripromettendomi di fermarmi al numero 2 e... quando ebbi finito l'ultimo numero, il 17, erano le 5:30 di mattina... dopo mezz'ora sarei dovuto uscire per andare a lavorare. Nessuna pausa, forse una pipì ma non ci giurerei. Tutto d'un fiato avevo letto una storia di una bellezza indescrivibile, i dubbi di Yota, la dolcezza di Moemi, la vitalità irresistibile di Ai, il ruolo di Nobuko... pura poesia trasposta in fumetto... una storia forse infantile (ci risiamo), ma così forte da farmi uscire le lacrime dagli occhi almeno 3 volte... fino al finale davvero struggente.

Una cosa mi rimarrà per sempre impressa. Quando alla fine guardai l'orario, pur stordito dalla bellezza della storia, andai in bagno a lavarmi i denti, per cominciare quel micro rituale che mi avrebbe portato fuori di casa a lavorare. Peraltro il poco tempo a disposizione mi avrebbe anche imposto di fare le cose alla svelta. Così andai in bagno, presi lo spazzolino, misi sopra il dentifricio, lo bagnai e lo portai verso la bocca, alzando lo sguardo verso lo specchio e incrociando il mio sguardo.

Ero un umano. Vedevo un essere umano e non me lo sarei mai aspettato. Dopo quasi dieci ore di immersione in un manga, in una storia così bella da fare svanire i contorni delle vignette, la carta, la sensazione di leggere sostituita dalla sensazione di vivere la storia... questo ritorno alla "realtà" fu davvero repentino. Trovai comunqe il modo di andare a lavorare, ma lì capii una cosa che mi sono portato dentro e che si era sopita, fino alla lettura di I's di questi giorni... cioè che c'è una bellezza ideale che questo mondo concreto non potrà mai nemmeno sfiorare, ma che un genio è riuscito a racchiudere in un fumetto. Qualcuno potrà pensare che la bellezza ideale e irrealizzabile non è una scoperta in sé sconvolgente.

Ma qua il punto è diverso, perché parlo di una bellezza ideale che trova forma concreta (questo manga) in qualcosa di inconcreto (il mondo descritto nel manga). E una bellezza ideale che diventa irrealmente reale è qualcosa che ti colpisce come un pugno nello stomaco. Al di là del fatto che fosse in un manga, in un'opera, in una poesia, in una canzone... ero di fronte a un fatto compiuto: questo mondo manca di bellezza... può essere bello per qualcuno, stupendo per
qualcun altro, ma per me manca di bellezza... viviamo in case tendenzialmente orrende, percorriamo strade orrende, spendiamo la nostra esistenza in aule scolastiche, aule universitarie, uffici, posti di lavoro orrendi, veniamo a contatto con persone che hanno una miseria d'animo davvero orrenda... e per questo forse custodiamo gelosamente quei pochi tesori che il destino ci dona.

Io ho sempre trovato deprecabili gli attegiamenti conservativi, forse per questo ho sempre trovato il modo di distruggere sul nascere le cose "carine", perché sentivo dentro di me (prima e indipendentemente da quel manga ovviamente) che se non c'è posto per il bello... beh, che ci sia il nulla. Ovviamente riempire il tutto con il nulla comporta uno sforzo notevole... e apre la porta a quello che, col senno di poi, potremmo chiamare malinconia per qualcosa che non si è mai avuto, nostalgia di posti, volti e c
olori mai conosciuti... rimpianto...

Rimpianto... non riesco a dare altro nome al mio perenne sfasamento rispetto ai tempi della vita. Ho letto mille storie, che ora sono parte di me... ho scritto mille storie e non sono parte di nessuna di esse.

Poi ho letto "I's", mi sono immerso nella storia di Seto, Iori, Itsuki, Izumi, Aiko, e il rimpianto è svanito, perché non si può rimpiangere di non aver incontrato una bellezza che
nel Pianeta Terra non c'è.



Tutti in fila...


Verrà distribuito pesce gratis, siete pregati di mantenere la fila.
29/04/2007

20.4.07

La bellezza salverà il mondo

"La bellezza salverà il Mondo"

Fëdor Mikhajlovič Dostoevskij





Siamo salvi.

20/04/2007

3.4.07

Gabianozzo

sul cielo di Mondello...



2 Aprile 2007

27.3.07

Alienazione



27/3/2007

24.3.07

Governo non cadere...

Governo non cadere, o ci toccherà subire...




Non so chi sia l'autore di questa immagine, ma a lei o lui va tutta la mia ammirazione :D

21.3.07

E brava la Vodafone...

X TUTTI GLI UTENTI VODAFONE,COPIO E INCOLLO DA UN FORUM:

Ecco come Vodafone "recupera" i costi di ricarica, dopo che il decreto
Bersani del Governo li ha eliminati.
Dal 6 marzo 2007 Vodafone ha introdotto due nuove "funzionalità" ricezione
SMS vocale e notifica ricezione vocale, una sorta di segreteria telefonica
(al costo di 0,29 Euro a chiamata) attivato automaticamente a tutti coloro
che non usano la segreteria telefonica (99% degli utenti).

Quando chiamerete un/a vostro/a amico/a sentirete una voce simile a quella
precedente che vi dirotterà al nuovo servizio.

Per disabilitare questa funzione è necessario:

- essere registrati al sito www.vodafone.it oppure www.190.it
- effettuare l'accesso al proprio account (inserendo le proprie
credenziali e cliccando su "entra")
- Cliccare su "190 fai da te", poi sul menu di sinistra la voce "Servizi
e Promozioni"
- Cercate nell'elenco dei servizi le voci "Ricezione SMS vocale" e "Notifica
Ricezione Vocale" (solitamente è nella seconda pagina, per
raggiungerla cliccate sulla freccia ">" o sul numero "2" in fondo alla
pagina)
- Cliccate sul pulsante "Disattiva" nel rettangolo di ciascun servizio
da disabilitare e si aprirà la pagina di conferma. Cliccate sulla voce
minuscola in basso con scritto "Clicca qui per confermare l'operazione"
- Eseguite lo stesso procedimento per entrambi i servizi

Tranquilli, la procedura è molto veloce ed immediata.


Se il sito fosse occupato, o se non avete effettuato la registrazione, provate così:

il sito è oberato di richieste, non le accetta.
per disattivare fate così:

chiamate il...

42070 +8 +1 +1 +0 +8 +2 +1

premendo lo 0 infatti dopo la disattivazione del primo servizio si
ritorna al menu principale, cosi si può disattivare il secondo.

entro 48 disattivano entrambe!

Da questo momento chi

vi chiamerà a cellulare spento non pagherà più i 29 centesimi per questo
servizio che nessuno ha richiesto!

Allo stesso modo non pagherete la notifica che qualcuno vi ha lasciato

il messaggio vocale in segreteria (rubbberia moltiplicata x 2...).

Se lo facciamo tutti riusciremo a non incappare in questo ennesimo tranello

rivolto ai consumatori.


Io li ho disattivati stamattina. Mi raccomando, stampate e diffondete.

14.3.07

Quando si dice "megghiu li cani"

Ieri è stato ritrovato un delfino sulla spiaggia di Mondello, in prossimità della piazza della borgata.
Sembra si sia semplicemente arenato, non riporta segni evidenti di ferite da eliche, o graffi da rete. Il corpo, praticamente intatto, se non per qualche piccolo segno provocato da... ragazzini del luogo che vedendo il corpo di un animale così bello, così inopinatamente amico di quell'uomo che lo pesca per farne brandelli da usare come esca per gli squali (grazie Ilaria per la notizia) non hanno trovato di meglio da fare che farne un bersaglio per il loro lancio di pietre.
I gabbiani, che pure avevano sotto gli occhi e le piume
cibo a volontà, non si sono neanche avvicinati. I cani, come si può vedere nelle foto che allego, si limitano ad annusare rispettosi.
I ragazzini, lanciano le pietre.
Chissà, pensavano di trovarsi davanti un videogioco.

Fossi un delfino penso accetterei serenamente l'idea di morire su una bella spiaggia. Capita, è il gioco della vita.

Ma essere preso a sassate da morto da un branco di imbecilli penso mi farebbe davvero girare le... pinne.

Megghiu li cani...




P.s.: le foto che posto di seguito sono un po' forti,
mostrano la crudezza di un corpo di delfino morto, qualora non vogliate vederle non dite che non avevo avvertito.





















foto del 13/03/2007

4.3.07

Light side of the moon


Eclissi di luna - 3 Marzo 2007

19.2.07

Ride the lightning


Temporale del 19/02/2007
fulmini su Mondello

11.2.07

7.2.07

V.M. 18

Nel 1997 fui uno dei primi a sposare la rivoluzione del secolo (scorso), il meraviglioso e complesso mondo di internet. Gli amici venivano a turno a casa mia, affascinati da quel quadrato magico, il monitor, come per magia connesso con tutto il mondo.
In quegli anni lessi una frase di Negroponte, oggi vendutissimo meccanismo dell'ingranaggio bushiano di sodomizzazione del pianeta, ma allora illustre studioso di comunicazione. La frase diceva, per sommi capi: "Gli internauti di oggi sono a volte erroneamente paragonati agli argonauti... ma mentre quelli cercavano il vello d'oro, gli internauti di oggi hanno già tutte le risposte. La loro sfida, bellissima e terribile, sta nel porre le domande giuste".
Ecco, con buona pace di Negroponte, ogni volta che chiedevo agli amici "che cerchiamo?", la risposta era una cosa tipo "Pamela Andersson nuda", "tette", "chiappe", "gnocca".
Una sera un mio amico mi chiese invece: "Ma secondo te esiste un database di titoli di film porno?". Memore della frase di Negroponte, risposi "Certamente, il punto è saper porre le domande giuste per trovarlo".
Cominciamo a cercare, imbattendoci in una pagina che è stata a lungo tra i preferiti, allora, di internet explorer... non ricordo che versione fosse, per regolarvi pensate che il sistema operativo era Windows 95.
In questa pagina c'era una raccolta di titoli di pornazzi, palesemente falsi secondo me, ma che ci fece ridere ripetutamente fino alle lacrime, con addirittura crampi devastanti allo stomaco. Poi, dopo varie vicissitudini, formattazioni, anni... avevo totalmente dimenticato quella lista.
Stasera, parlando con la mia amica Zanzarina, le ho detto scherzando: "Ok, vado a vedere un pornazzo, te lo raccomando... "I soliti colpetti". E mi è venuta in mente la lista. Ho cercato, l'ho ritrovata, ma non nel sito in cui era originariamente. Ad ogni modo, per metterla a disposizione della comunità intera, la riporto di seguito integralmente, a imperitura memoria, affinché rimanga per sempre traccia del fatto che la mente umana ha partorito titoli agghiaccianti come "T'Ano da morire" e geniali come "Pensavo fosse amore, invece era un paletto".
Buona lettura.

LISTA DEI PORNAZZI


  • 007 e i servizietti segreti
  • 00tette, la spia che mi chiavava
  • 20.000 seghe sotto i mari
  • 2002 Odissea nello schizzo
  • 4 matrimoni e un foro anale
  • 7 ani in tibet
  • 7 buchi per sette fratelli
  • A caval donato lo si prende in bocca
  • A qualcuno piace lungo
  • A quel culo piace caldo
  • A spasso in Daisy
  • A volte ritrombano
  • Ace Ventura l'inchiappanimali
  • Al contadin non far sapere che sua moglie fa veder le pere
  • Alice nel paese delle negromeraviglie
  • Alì Babà e i 40 guardoni
  • All'interno e ritorno
  • Alla randa non si comanda
  • Alle dame del castello piace fare solo quello
  • Alle Hawai lo prendi e lo dai
  • Altrimenti c'arrapiamo
  • Anal dai capelli rossi
  • Analcord
  • Ani 90!
  • Ani di piombo
  • Ani ruggenti
  • Anomania
  • A piedi nudi sul porco
  • Aporcalypse now
  • Arma rettale
  • Arsenio Scopen
  • Attrazione rettale
  • Banana meccanica
  • Beauticul
  • Belle o brutte se le famo tutte
  • Ben Dhur
  • Biancaneve e i cazzi nani
  • Biancaneve e i sette ani
  • Biancaneve e i sette cani
  • Biancaneve e i sette cazzi
  • Biancaneve e i sette metri
  • Biancaneve e i sette negri
  • Biancaneve e le tette nane
  • Biancaneve sotto i nani
  • Bocchaontas
  • Buon Natale e Buon Ano
  • Calimembro
  • Cappuccetto rotto
  • Castr Away
  • Cazzi driver
  • Cazzien 2 Scontro Finale
  • Chi dorme non piglia pesci
  • Chi ha castrato Roger Bobbitt?
  • Chi l'ha duro la vince
  • Chi la dà, lo aspetti
  • Chi troppo vuole nulla spinge
  • Chiavi's angels
  • Cielo duro
  • Cockbuster - l'acchiappa cazzi
  • Coito ergo sum
  • Col vento in poppe
  • Commissario Rett
  • Cosciablanca
  • Culi infranti
  • Die hard - 69 minuti per venire
  • Don Camillo e Pappone
  • Donna schiava zitta e chiava
  • Duri a venire
  • Eiaculazione da Tiffany
  • Erezione a catena
  • Erezioni di piano
  • Fiche d'artificio
  • Figa da Alcatraz
  • Figanic
  • Finocchio
  • Fronte del porco
  • Furia stallone del West
  • Gay watch
  • Genitali in blue-jeans
  • Gli aristocazzi
  • Gli stivali delle sette seghe
  • Godocop
  • Guerre anali
  • Hanna e le sue scappatelle
  • Happy gays
  • Hello sperm
  • Higlander
  • I buchi delle signore sono finiti
  • I miei primi 40 ani
  • I penetratori della sorca perduta
  • I piselloni della tavola rotonda
  • I quattro dell'ammucchiata selvaggia
  • I ragazzi del culetto
  • I ragazzi senza pal...
  • I soliti colpetti
  • I toccabili
  • Il buon porno si vede dal mattino
  • Il buono, il brutto, il preservativo
  • Il cane e la poliziotta
  • Il cazzopardo
  • Il commissario Tocca
  • Il culo della Rosa
  • Il culo sopra Berlino
  • Il dottor Stranaminchia
  • Il glande freddo
  • Il maresciallo Gnocca
  • Il postino schizza sempre due volte
  • Il postino tromba sempre due volte
  • Il profumo del cazzo selvatico
  • Il profumo del maschio selvatico
  • Il senso di Smilla per la fava
  • Il silenzio degli impotenti
  • Imene jones e l' ultima chiavata
  • Independence Gay
  • In figa per tre
  • In mezzo scorre il seme
  • Incontri ravvicinati del terzo dito
  • Incontri ravvicinati di ogni tipo
  • Inculator
  • Indianal Jones e la topa maledetta
  • Innamorato cazzo
  • Io mi bagno da sola
  • Io speriamo che me la chiavo
  • Io trombo da sola
  • Ispettrice Callaghan: il cazzo storpio è tuo
  • James Pomp "mai dire maiale"
  • Jurassik Pork
  • L'ANALista
  • L'ano del dragone
  • L'albero delle zoccole
  • L'importanza di chiavarsi Ernesto
  • L'inculino del terzo piano
  • L'invasione degli ultraporchi
  • L'uccello con le palle di metallo
  • L'uomo chiamato cavallo
  • La bella e la bestia
  • La caricano in 101
  • La casa degli sfinteri
  • La cavalcata con le valchirie
  • La chiavica dei 101
  • La febbre del foro
  • La fica è bella
  • La lampo di Aladino
  • La leggenda del santo chiavatore
  • La marchesa del grilletto
  • La monaca di monta
  • La piccola seghetta lombarda
  • La signora in fallo
  • La spada nella sorca
  • La topa da un altro mondo
  • Le 12 fiche di ercole
  • Le affinita' erettive
  • Le calde notti di Nonna Papera
  • Le casalingue
  • Le miniere di re Salamone
  • Le seghe di Eastwick
  • Lei suona il piano e lui la tromba
  • Lu-pene terzo
  • Lungo lungo, duro duro, tutto dentro
  • Maiali Vice
  • Maledetto il giorno che ti inculai
  • Mamma ho preso l'uccello
  • Mamma, l'ho preso in aereo!
  • Mary Pompins
  • Martin, l'uther king
  • Membro kid
  • Metrombolis
  • Mettimelo Qui Quo Qua
  • Mi dai una mano ?
  • Mio marito davanti, di dietro tutti quanti
  • Moglie e spermatozoi dei paesi tuoi
  • Karate Dick
  • Nirvanal
  • Non toccarmi non lo sento
  • Non venire non ti sento
  • Otto settimane in mezzo
  • Penerentola
  • Pensavo fosse amore, invece era un paletto
  • Per favore non mordermi sul cazzo
  • Piccole tette crescono
  • Piccolo glande uomo
  • Pippa Cazzilunghi
  • Pissing in Action
  • Porchaontas
  • Porchidea selvaggia
  • Porn to be alive
  • Porno Escondido
  • Pompe d'oro verdi tette alla fermata del trans
  • Presunto impotente
  • Prime voglie di ca...rezze
  • Profondo rotto
  • Puttana davanti...troia dietro
  • Qualcuno violo' il suo buco del culo
  • Quant'è dura la tua verdura
  • Quella sporca vagina
  • Quella sporca donnina
  • Riporno al futuro
  • Ritorno al tuo culo
  • Roboscop
  • Sbatman e Trombin
  • Sbora!Sbora!Sbora!
  • Scappo dalla citta' e vado a vivere con le vacche
  • Scappo dalla citta': la fica, la mona e la baldracche
  • Scopocop
  • Sex files
  • Siluri neri per bianchi sederi
  • Simonetta la mano che ti smanetta
  • Sono profondo
  • Sospira
  • Spingigonzales
  • Sposa bagnata, sposo fortunato
  • Suor Teresa , la monaca a sorpresa
  • Superpippa
  • Sperminator 3: Le macchie ribelli
  • S(u)perman
  • T'ano da morire
  • Tacchi a squillo
  • Tesoro mi si e' ristretta la passerina
  • Tettanic
  • The gay-after
  • Tira più una tetta di una carretta
  • Totò ha calori
  • Trainspetting
  • Tre giorni del condom
  • Trombo di tuono
  • Tutti i cazzi per mary
  • Tutti dicono I fuck you
  • Tutti su mia madre...
  • Uccelli ne trovo
  • Un pesce per Wanda
  • Un pomeriggio di un giorno del cazzo
  • Un trans chiamato desiderio
  • Una signora per pene
  • Unire l'utero al dilettevole
  • Va dove ti porta il culo
  • Vacanze sulle Sodomiti
  • Ventimila seghe sotto Mary
  • Via col ventre
  • Viagra col vento
  • Volevo i piselloni

4.2.07

Gaudeamus, habemus papa

A Piergiorgio Welby non sono stati concessi i funerali cattolici, pur essendo la madre profondamente credente... a Pinochet, sì.
La prima potenza economica e militare mondiale, gli U.S.A., guidata da un uomo il cui quoziente intellettivo sfida i matematici amanti dei numeri relativi, ogni giorno esporta democrazia nel comodo formato di bombe e missili esplosivi, mine e granate a grappoli su vaste parti del suolo terrestre.
La televisione in genere, e quella italiana in particolare, vomita giornalmente una quantità di idizia e volgarità intellettuali da fare rabbrividire
.
Esponenti della chiesa cattolica si macchiano quotidianamente dell'infamia della pedofilia, peraltro facendosi scudo della loro figura che, presso i bambini, rappresenta in maniera acritica ciò che è "giusto", e il Vaticano non trova di meglio che trasferire questi individui da macero di diocesi in diocesi.
In tutto questo, cosa ci dice il nostro caro papa? Cosa di
tutto questo (e di tutto il resto di sconvolgente c'è al mondo) porta sotto la nostra attenzione? Dove ci guida la sua sapiente mano di umile lavoratore nella vigna del signore?

"
I pacs sono contro la famiglia, la famiglia è la base della società, no alle unioni di fatto, sono attentati alla dignità della società, I pacs sono contro la famiglia, la famiglia è la base della società, no alle unioni di fatto, sono attentati alla dignità della società, I pacs sono contro la famiglia, la famiglia è la base della società, no alle unioni di fatto, sono attentati alla dignità della società, I pacs sono contro la famiglia, la famiglia è la base della società, no alle unioni di fatto, sono attentati alla dignità della società, I pacs sono contro la famiglia, la famiglia è la base della società, no alle unioni di fatto, sono attentati alla dignità della società, I pacs sono contro la famiglia, la famiglia è la base della società, no alle unioni di fatto, sono attentati alla dignità della società, I pacs sono contro la famiglia, la famiglia è la base della società, no alle unioni di fatto, sono attentati alla dignità della società..."

Ora le cose sono due, o cambiate papa, o gli cambiate disco.