27.7.07

Irrazionale ragione

Oggi ho portato Camilla da Pierpaolo, il suo veterinario personale (si può dire "personale" di un cane? Chissà...) per una visita di controllo. Diciamo subito che pare stia benone, e questa è una bella notizia.

Lato negativo, la angustissima sala d'aspetto della nuova sede dello studio veterinario, con una temperatura di 40 gradi e aria fermissima. Tra le persone in attesa, una mamma con le figlie e un dalmata femmina di 45 giorni, di una bellezza e dolcezza indescrivibili, e una coppia di ragazzi con un gatto bianco che sembr
ava essere passato attraverso una lotta all'ultimo sangue con una banda di felini malviventi, tanto era pieno di ferite e soprattutto tanto sembrava assente.

Cosa tipica di queste sale d'attesa è l'innalzare tutti indistintamente canti di gloria ai nostri amici pelosi, tutti pronti a dire di come gli animali siano meglio delle persone... con l'immancabile frase "più conosco gli uomini più
apprezzo gli animali", pronunciata però dalla mamma in maniera mnemonica a parti invertite, con successiva correzione.

E devo dire che ho partecipato anch'io alla discussione, blaterando di come il mio rapporto con Camilla sia non solo un rapporto d'affetto, ma anche un rapporto basato sulla stima per il saper vivere meglio di quanto no
n facciamo noi umani... intrappolati nelle nostre sovrastrutture...

Durante la discussione è venuto fuori che il gatto bianco, nel cui sguardo spento era comunque rintracciabile una traccia di un antico e passato splendore, era in realtà stato colpito da un ictus e che la coppia era lì per farlo abbattere. Lascio immaginare il velo di densa e spessa tristezza che si è posato su noi tutti...

Ma ecco che lì si è compiuto un piccolo mirac
olo. Io non faccio che decantare la stupenda irrazionalità degli animali, il loro essere tutta emotività a scapito della logica e della programmazione... e cosa accade? Che Camilla si avvicina prima al microdalmata, annusandola, per poi girare il muso verso la cesta in cui c'era il gatto destinato all'oblio.

La padroncina del dalmata mi chiede con lo sgu
ardo quanto concreto fosse il rischio di ritrovarsi dopo poco con una zampina di dalmata in mano, mentre il resto del cane si sarebbe dimenato nella bocca o nella pancia di Camilla.

L'ho rassicurata, dicendole che Camilla è sempre molto dolce con i cani. E mentre girava il muso verso la cesta col gatto la ragazza che l'aveva portato lì mi ha chiesto, con sguardo davvero preoccupato, che tipo di rapporto avesse Camilla con i gatti, evidentemente atterrita all'idea che si rinnovasse il
clichè del cane che morde il gatto.

Ma dico, sai che il tuo gatto verrà abbattuto da qui a poco e ti preoccupi dell'eventualità che un cane possa sbranarlo?


Non è terribilmente meraviglioso tutto ciò? Una totale sconfitta della ragione, calpestata dal sentimento...

Pur nel momento terribile dell'attesa del volontariamente irreparabile, pur non essendo la ragazza una bellezza... c'era nell'aria un senso di compiuta bellezza.

Per il gatto, riposi in pace, meno.




foto irrazionale e senza collegamento o costrutto, a corredo del post

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