29.9.08

Blackout

Immagina di essere un giardiniere. Di svegliarti la mattina con la sveglia del telefono cellulare, di controllare gli eventuali SMS ricevuti durante la notte... di accendere la luce del comodino, di alzarti, di mettere in cucina il caffè sul fuoco, di aprire il pacchetto di sigarette, di prepararne una mentre il caffè già macinato sale nella moka, di prendere un pacco di biscotti, di sederti al tavolo Ikea per fare colazione, ascoltando le news sulla TV satellitare. Immagina poi di accendere il PC e il router mentre ti dirigi verso la doccia, di tornare pulito e profumoso (non profumato) verso il computer, di leggere la rassegna stampa gustando la sigaretta accesa da un accendino, di controllare le email, i commenti su flickr, di aprire MSN, di salutare i mattinieri come te. Immagina di uscire infine, di accendere la tua auto, di portarti sul luogo di lavoro, il giardino di una scuola, di scaricare la motosega dall'auto e di provvedere a tagliare i rami secchi.

Immagina adesso di essere lo stesso giardiniere, ma 150 anni fa. Di svegliarti al canto del gallo, di cercare nella penombra gli zolfanelli con cui accendere il lume ad olio, di andare in cucina per tostare un po' di caffè in una teiera posta su assi di legno che avrai avuto cura di accendere con tutto il tempo che necessita, di macinare il caffè, di prepararlo sul fornello della stufa a legna, non prima di essere uscito per prendere dell'acqua dal pozzo e di aver controllato la cassetta delle lettere per il raro caso in cui qualcuno ti abbia scritto, cosa che accade quando c'è soltanto un vero motivo per farlo. Immagina di riscaldare il pane che avevi infornato il giorno prima, di cospargerlo di conserva di fragole che hai preparato durante l'estate, di fare colazione col caffè e di prepararti a gustare qualche boccata di sigaro. Immagina poi di prendere altri secchi d'acqua dal pozzo, di metterli sul fuoco per riscaldarli e di preparare la tinozza in cui avrai versato, con cura e parsimonia, poche scaglie di sapone, giusto quelle che servono. Immagina di asciugarti, lento, e di indossare gli abiti da lavoro. Immagina di finire di scrivere quella lettera che da tempo componi per un'amica lontana... di chiudere la busta con la ceralacca. Immagina di uscire da casa, di caricare gli attrezzi di lavoro sul calesse e di recarti verso il posto di lavoro, deviando per il corso del paese per lasciare la busta all'ufficio postale (deserto), per poi proseguire verso la villa in cui devi potare gli alberi. Immagina di arrivare, di essere accolto da qualcuno che darà ristoro al tuo cavallo, di prendere la vecchia e arruginita sega a mano e di cominciare, con forza, pazienza e maestria, la potatura necessaria.

Non so cosa ne pensiate voi, ma di certo 150 anni fa non conoscevano la noia come la conosciamo noi, che conduciamo una vita piena di eventi e povera di significato.

P.s.: non sono un giardiniere :)



29 Settembre 2008