8.1.13

La biscottiera

Un giorno, ricevette un dono: una biscottiera di quelle grandi, di ceramica con un tappo sù in cima, di quelli abbastanza grandi perché vi entri una mano ma non abbastanza perché ne esca un pugno chiuso.
La biscottiera era a forma di bellezza, se mai ne esiste una, ed era decorata con i colori più belli e le linee più armoniche che avesse visto in vita sua.
Ad ogni passo, ad ogni "finalmente posso", la mano era lì, senza bisogno di guardare per poter trovare, a prendere uno di quei meravigliosi, buonissimi, profumatissimi biscotti.
Un sorriso, un biscotto... un abbraccio, un biscotto... una corsa a perdifiato, un biscotto... sentirsi vivi, una pioggia di biscotti...
Gli sembrava, e questo era il prodigio strabiliante, che i biscotti invece che diminuire, come era logico aspettarsi, aumentassero di numero... non eccedendo, ma garantendo sempre che la biscottiera fosse piena fino all'orlo.
Un pensiero felice, un biscotto...
Poi un giorno, inaspettato, arrivò un silenzio, e il desiderio di un biscotto per spazzarlo via...
E poi un sorriso, e un biscotto... e un "farò...", e un biscotto... e la biscottiera di nuovo colma, a rassicurarti: Non avrai mai più fame in vita tua.
Qualche tempo dopo, il silenzio si ripresentò, interrompendo subito dopo se stesso con uno stridore come di unghie di vetro su una lavagna, e questo durò per qualche tempo. Non mancarono biscotti ad addolcire il tutto, ma lì per la prima volta lui notò la connessione: nel silenzio, nello stridore, i biscotti non aumentavano più. Quelli consumati, semplicemente, erano consumati per sempre.
Venne il giorno in cui, in un momento di buio (potremmo dire, ma sarebbe pura consolazione prosaica, di "assenza di luce"), allungò la mano verso la biscottiera, la aprì, infilò la mano e... la trovò vuota.
La scosse un po' e gli sembrò, l'avrebbe giurato, che ci fosse qualcosa all'interno.
Spinse più in fondo la mano e sentì un biscotto. O almeno così gli parve. Lo strinse nella mano e provò a portarlo fuori, ma il pugno chiuso non poteva uscire dall'apertura della biscottiera.
Lasciò andare ciò che aveva preso, con un sorriso ironico a fare da cornice a quella piccola sconfitta... e imparò due cose: non sempre ciò che è nascosto in fondo è disposto a venirci in soccorso nei momenti di difficoltà, e che i sorrisi ironici non sono del tipo che faccia aumentare le scorte da cui possiamo attingere.



8 Gennaio 2013