30.8.09

Fate voi

Ho sempre trovato irresistibilmente affascinante la mia parte indolente. Non oggettivamente affascinante... è una cosa tra me e me.

Se mai sono riuscito a strapparmi un sorrisino compiaciuto è stato non per qualcosa che ho fatto, o che ho deciso di fare, ma per qualcosa a cui sono riuscito a sottrarmi, trovando motivazioni così profondamente plausibili da aver convinto anche me stesso.

Non una meta mi è mai apparsa così lucente da farmi smuovere ideali chiappe da ipotetiche sedie per far sì che mi mettesi in moto.

Non una persona mi ha mai conquistato così in profondità da farmi barattare ponderatezza con progettualità.

Ne L'elogio della Follia di Erasmo da Rotterdam una frase (tra le centinaia degne di nota) mi sovviene spesso in questi giorni: "La felicità consiste in massima parte nel voler essere ciò che si è".

Non nell'essere ciò che si vuole, ma nel voler essere ciò che si è. Non emancipazione ma accettazione. E c'è tutta la differenza del mondo.

Come quella che c'è tra il contemplare soddisfatto un'enorme montagna in cui si imbatte e il costruirla.

E io sono discretamente felice di ciò che sono, al netto dei miei lati insopportabili.

In questa estate c'erano in tv i mondiali di atletica, cominciano le partite del campionato di calcio, e vedi gente che fa, che partecipa... ma soprattutto un paio di giorni fa ho visto un reportage su Euronews: raccontava la vita di una associazione di disabili in Nicaragua, gestita dai disabili stessi. Questa associazione insegna a portatori di handicap dei mestieri, compatibili con le loro capacità, per permettere loro di avere una vita quanto più autonoma possibile. Un non vedente, grazie a un corso di formazione, era passato dalla vegetazione involontaria su una sedia all'avere una propria piccola bottega in cui costruisce e vende amache.

Ho poi spento la tv e per la prima volta dopo tanto tempo ho visto nel riflesso del mio volto nello schermo scuro il peso dell'unica risposta che ho sempre dato alla domanda fondamentale della mia vita.

"Ma tu cosa vorresti fare?"

"Non lo so".


Fate voi.



30 Agosto 2009

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