8.1.10

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Dialoghi Surreali Ma Non Per Questo Meno Che Reali... Appunto, Surreali



Lei cammina reggendo il pane per la cena sua, forse, e dei malcapitati ospiti che fra poco saranno abbandonati al proprio destino dietro uno svolazzante e rinfrancante, ma non per questo non malefico: "Torno subito".

Insieme a "Vengo subito", la coppia di parole responsabile delle maggiori delle catastrofi esperibili nel nostro pianeta.

Lui cammina, con fare incerto ma convincente, portando la sua busta con dentro Oro Ciok e Coca Cola, essenziali ingredienti per una cena sana e nutriente.

Per i vermi, a breve, nutriente.

La discussione è accesa ma non animata, se non da uno spirito ridanciano e di leggerezza quasi sospetto.

Si conoscono da una vita, ma ogni incontro svolge diligentemente il proprio compito di fare da passaggio verso una dimensione temporale parallela, in cui davvero i concetti di prima, dopo, durante, "da quanto?" - normalmente dominati dalla nostra mente - si mescolano come il pongo dei primi "cartoni animati" fatti in stop motion, indietroscope, quando magicamente da una massa informe ma coloratissima uscivano fuori margherita rosse e strani omini verdi.

Si procede connessi, immersi nella luce di lampioni amichevoli che filtra tra le foglie, su un marciapiede sconnesso.

A un certo punto il dialogo tocca un punto sensibile. Comincia lei:

- "Ma sì, scusa, se ci pensi..."

- "A cosa?"

- "Tu poco fa hai detto una frase!" (sguardo assertivo e sicuro)

- "Quale?"

- "Non me la ricordo"

- "Ahahahaha"

- "Ahahahaha"



Perché la fantasia è divertente, ma è sempre la realtà a strapparti i sorrisi sinceri.




8 Gennaio 2010

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