4.4.08

De humana intelligentia (ovvero: siamo spacciati)

La fauna lavorativa della scuola pubblica palermitana viene percepita - soprattutto da stessa - come una riproduzione abbastanza fedele del sistema sociale indiano delle caste.

Tralascio i docenti e gli assistenti amministrativi, tra cui vige solo la distinzione tra personale di ruolo e supplenti, non indifferente in realtà, ma neanche poi del tutto significativa.

La vera e notabile distinzione arriva però all'interno del cosiddetto "personale ausiliario", nome collettivo che comprende dal personale con contratti atipici, assegnato alle mansioni più disparate, ai cosiddetti collaboratori scolastici, nome edulcorato dei vecchi bidelli.

Ci sono fondamentalmente 4 caste, con delle piccole eventuali distizioni al loro interno, che chiameremo sottocaste, nella speranza di non offendere nessuno.

La prima e più alta casta è quella dei lavoratori statali, i collaboratori scolastici propriamente detti. Quasi tutti di ruolo, quasi tutti provenienti dall'amministrazione comunale di Palermo, grazie a un "travaso" deliberato anni fa dall'allora sindaco Leoluca Orlando, hanno ottenuto grazie a questo un indubbio privilegio: sfruttando un vuoto normativo sul livello di inquadramento del loro contratto (sottoprodotto di questo passaggio da una amministrazione pubblica all'altra) non svolgono pulizie nella scuola. Le loro mansioni, propriamente descritte negli ordini di servizio, sfiorano concetti metafisici: Vigilianza ed Assistenza.
In pratica, i più sfigati fanno delle fotocopie ogni tanto. Gli altri sono concretamente liberi di cazzeggiare tutto il giorno, leggere il giornale (di regola la summa della cultura italiana, La Gazzetta dello Sport), guardare con occhi inqueitanti le poche maestre carine presenti a scuola, ma soprattutto liberi di vessare (bonariamente, nella quasi totalità dei casi) il personale ausiliario loro sottoposto... ovvero tutti.

La seconda casta dall'alto in basso è quella degli L.P.U., Lavoratori di Pubblica Utilità. Gestiti da consorzi locali, a partecipazione mista pubblica e privata, hanno uno stipendio maggiore rispetto ai collaboratori scolastici statali, ma a fronte un numero di ore di servizio maggiore. Questa ipotetica collocazione superiore dovuta alla maggiore retribuzione viene totalmente controbilanciata dal fatto che gli LPU hanno nel loro ordine di servizio, oltre alle succittate vigilanza ed assistenza, le pulizie dei locali scolastici. Fossimo in India, non potrebbero essere toccati dai collaboratori scolastici statali, ma siamo in Italia... anzi, a Palermo, e una pacca di finta solidarietà sulle spalle qualche collaboratore statale non la nega loro.

Sotto gli L.P.U. troviamo la terza casta, quella dei quasi omonimi L.S.U., Lavoratori Socialmente Utili, impiegati a carico del Comune di Palermo ma in servizio nelle scuole statali. Gli L.S.U. hanno le stesse ore lavorative degli L.P.U. ma con uno stipendio notevolmente inferiore e, soprattutto, un contratto a tempo determinato, che viene rinnovato di anno in anno... potremmo dire che si tratta di personale stabilmente precario. Soprattutto però si distinguono per le mansioni che hanno nel loro ordine di servizio: dall'assistenza alla mensa (per le sezioni di scuola dell'infanzia, il vecchio "asilo"), alla pulizia dei locali della mensa, per finire con l'assistenza ai bambini disabili... assistenza che prevede anche il portarli in bagno, il pulirli, il lavarli in caso di spiacevoli incidenti nel controllo delle loro necessità fisiologiche.

Alla base di questa piramide sociale, ultimi nella guerra tra poveri, troviamo gli Ex-P.I.P., ovvero personale proveniente dai Piani di Inserimento Professionale, categoria della quale sono indegno rappresentante. Noi siamo aspiranti precari, nel senso che non abbiamo nemmeno un contratto, lavoriamo sulla base di delibere del Comune, che possono contemplare proroghe del lavoro di 10 mesi come, nel caso più eclatante, di soli 4 giorni. Siamo al servizio in vari enti, tra cui le scuole statali, su delibere del Comune, pagate però dalla Regione Sicilia. Dei Frankenstein del mondo del lavoro. Nella scuola in cui lavoro, a parte me e la mia collega Anna, entrambi impiegati in segreteria, il resto del personale Ex-P.I.P. è destinato al mero accompagnamento della scolaresca in bagno (personale femminile) e alle pulizie dei locali scolastici, bagni inclusi (personale maschile e femminile). 100 ore mensili per 620 euro, straordinari non ammessi per contratto.

Le prime due categorie possono fare dello straordinario retribuito, possono recuperare gli straordinari non retribuiti con delle intere giornate libere a "recupero", partecipano ai progetti extracurriculari, cosa per la quale percepiscono retribuzioni extra. Hanno da sempre permessi retribuiti per motivi familiari (3 giorni l'anno), 28 giorni di ferie, 4 giorni di recupero festività soppresse, maternità retribuita... e tutti gli altri diritti civili riconosciuti nell'occidente industrializzato da almeno mezzo secolo.

Gli L.S.U. non partecipano ai progetti extracurriculari, quindi non hanno possibilità di integrare lo stipendio, però ormai da anni godono di tutti i diritti dei lavoratori comuni.

Noi Ex-P.I.P. fino a qualche tempo fa avevamo 5 giorni di malattia retribuita a bimestre, non cumulabili... nessun permesso... nessun giorno di ferie se non un paio regalati dalla SPO, la società che ci gestisce, verso la fine dell'anno...

Inutile dire che ciascuna categoria si sente vessata, sottostimata, non considerata rispetto alle altre...

Come in ogni guerra tra poveri che si rispetti, ciascuno si crede più in diritto di lamentarsi degli altri.

Tra questi un mio collega Ex-P.I.P., il cui nome tacerò per un misto di correttezza ed umana pietà, che sostiene di poter e dover aspirare ad un lavoro che lo gratifichi di più... a mansioni superiori che non pulire un bagno, dall'alto della sua intelligenza.

Ieri mattina telefona in segreteria, rispondo io, e mi dice: "C'è un bambino che sta male"...

Precisazione: dai plessi non si possono chiamare i telefoni cellulari, dalla segreteria sì.

"Si chiama XXXXXX YYYYYYYY, ha mal di pancia... ti do il numero della madre... 32X-XXXXXX... l'ultimo numero... non si capisce bene... è scritto male... o è 1 o è l (elle). Vedi tu".

O.o

"Ok, ora li provo tutti e due e ti faccio sapere", gli rispondo scherzando.

Risponde lui serio: "Comunque sembra proprio un 1".

Io: "Ok, grazie. Ciao".

"Ciao."


Siamo spacciati.


5 Aprile 2008




2 commenti:

TrecceNere ha detto...

Capisco il preambolo, ma di questo post lascerei solo la fine!!! ihih :D credo anch'io che quel tuo collega meriti di più...e una strana ironia mi fa presagire che l'avrà :D
Davide una volta parlando parlando ha chiesto a un suo collega che tornava da una festa... "ma lo spumante era Brut?"
risposta : "no buono buono" (ma serio)...

Maxdog ha detto...

Capisco che possa sembrare un post ironico, nelle intenzioni, e che quindi il preambolo sia noioso... ma il punto è che il post è a modo suo drammatico :D

Quella che chiami giustamente "strana ironia"... è una catastrofe in itinere... perché magari questo ce lo troveremo un giorno come funzionario in qualche assessorato o.o

Spero di essere morto per allora, e la febbre alta di questi giorni mi fa ben sperare zìzì.