30.4.08

Tutto deriva

Giorni strani...

Giorni di spensieratezza alcolica, cibereccia, marecciuola... conditi da battute che non esiterei a definire di una idiozia totale e definitiva se non fosse che, come mi confermano in molti, la mia ironia idiota sembra non conoscere mai fine... ogni volta che arriva al fondo... scava :)

Giorni anche di spensieratezza internettara dopo giorni di spavento, di confusione...

Giorni di riflessioni serali, con un vecchio e caro amico, sorseggiando un caffè Morettino decaffeinato (che sembra una catastrofe, ma alla fine è pure buono e alle 22:30 della sera di un giorno in cui non ho dormito di pomeriggio, ci sta bene...), lui seduto sulla sedia padronale (in pratica la sedia per il pc, l'unica decente in casa mia) e io, ustionato dal sole preso in maniera del tutto scriteriata, seduto a terra con la schiena appoggiata alla credenza... con un pomello dietro a ricordarmi che non esistono posizioni del tutto comode nella vita... mai...

Riflessioni che forse avrei evitato, nel senso che dopo una giornata allegra non sentivo l'esigenza di andarmele a cercare, ma che non per questo considero negative.

Alla fine, le considerazioni, le riflessioni, i bilanci, i proponimenti, i progetti... immagino tutto questo derivi dalla somma delle esperienze, tranne che non si sia abbracciata la via disimpegnata del "va sempre tutto bene".

Ieri sera peraltro si è arrivati a parlare di una cosa complessa, di non facile gestione... l'ambivalenza dei sentimenti umani.

Alla domanda, postami dal mio amico: "Ma per adesso al mattino non ti senti ottimista?", mi è venuto spontaneo rispondere così:

"No. Non mi sento né pessimista né ottimista. Mi sento come se avessi mollato gli ormeggi dell'ambivalenza... e viaggiassi al di là dell'ottimismo, del pessimismo... anzi non si tratta neanche di viaggiare, di muoversi... semplicemente ho il sorriso di chi sente che si sta lasciando trascinare dalla corrente del proprio modo di essere, alla deriva..."

Alla deriva... dovrebbe dare una sensazione di perdita del controllo, di confusione, di indeterminatezza crescente... e invece, forse proprio perché il proprio modo di essere genere una "corrente" che non è ambigua o ambivalente, ho sentito che da tempo non viaggiavo così spedito verso qualcosa...

Non so cosa, non so dove sia...

Se mai vi arriverò, prometto, vi manderò una cartolina :)



30 Aprile 2008

7 commenti:

Anonimo ha detto...

...sulla bontà del caffè Morettino non avrei dubbi. Credo che quasi tutto e, a maggior ragione se parliamo di sentimenti umani, sia ambivalente.Se si potesse definire con chiarezza e lucidità un sentimento come fosse una formula trigonometrica, saremmo spacciati.I sentimenti umani per loro essenza sono ambivalenti, sfuggono da ogni definizione, cambiano da persona a persona, e per ogni singolo mutano a seconda della specifica situazione come se fossero le mille sfaccettature di un diamante.Il problema a volte nasce quando sentiamo il bisogno di appiccicare un nome ai sentimenti, come un codice a barre, come un'etichetta che ci consente di ordinare e riconoscere i sentimenti nel nostro personale archivio. Ma è un bisogno più che umano, purtroppo...
Essere alla deriva...che significa? Non la vedo necessariamente come un'espressione dalla accezione negativa. Mi fa invece pensare ad una barca che segue il corso naturale delle onde, la regola del mare, il suo giusto percorso non deviato dalla forza dell'uomo ma dai flussi segreti che si agitano al di sotto della superficie apparente. A volte rispondere ad una direzione che appare quella giusta ti fa sentire inadeguato, allora forse sarebbe auspicabile lasciarsi andare alla deriva e farsi guidare con fiducia dalle onde dela mare.

Maxdog ha detto...

Soprattutto se navighi nel tuo mare... e quelle onde le ha generate la tua volontà... si inconscia che conscia.

Proprio quello era il senso caro anonimo... chiunque tu sia :D

Anonimo ha detto...

sono contenta di avere fatto centro...comunque non era nelle mie intenzioni nascondere la mia identità, errori di digitazione.Noto con piacere che non sono stata l'unica a trascorrere questo giorno di festa, le cui ragioni saranno sicuramente ignote a molti, in modo diverso rispetto alle solite mattanze di carni arrostite...Ieri sera ti sei perso un'altra "puntata" della casa della perdizione: io mi sono lasciata rapire da Morfeo in una delle comodissime poltrone, tra un video dei Boston e una slinguazzata da parte di Galileo. Comunque spero non mancheranno altre occasioni!

graziella ha detto...

ma perchè continua a lasciarmi anonimo? allora non ho sbagliato stamattina...allora intanto mi firmo e poi ritento la digitazione.

Maxdog ha detto...

No, di sicuro non mancheranno altre occasioni... cioè, a meno che un aneurisma a me tutt'ora ignoto non decida di manifestarsi, o cose del genere :D

Belli i divani di Rosario... se non abitassi a 2 km da lì, sarei tentatissimo di abbandonarmi pure io ogni tanto... è che poi mi sentirei poco titolato a farlo...

Comunque per quanto non riuscirò mai a negare la seduzione della perdizione... anzi proprio perché ne riconosco la forza, forse farei bene a tenermi lontano da quella casa... e lo dico non per un insano desiderio di sanità fisica :D... ma per una questione di panza...

P.s.: sono contento che tu legga spesso il mio blog... ancora più contento del fatto che ti vada di commentare...

A presto, baci.

graziella ha detto...

mi eri già stato presentato da Fabrizio con dovizia di preamboli e una velata aura di mistero...è comunque un piacere leggere i tuoi post. A presto, baci.

graziella ha detto...

buongiorno! questo non è un commento ulteriore al tuo post bensì una " proposta indecente": ti va di venire al concerto dei Police a venezia con me, fabrizio e Rosario?Dovrebbe essere il 22 giugno. Mi sto informando sui biglietti che dovrebbero costare 48 euro e si possono acquistare in internet.Dovremmo pure avere la disponibilità di una casa di amici miei proprio a due passi dal ponte del Rialto...
Baci.