8.4.08

Punteggio non convenzionale

Serata di Champions League. Quarti di finale, o dentro o fuori. Ci si gioca il tutto per tutto. Eppure nonostante la posta in palio, certe convenzioni nello sport non vengono mai meno.

L'avversario è acciaccato a terra e tu stai per andare a segnare un gol in contropiede? Ti fermi e metti la palla fuori. C'è poco da fare, magari sai che quello sta simulando, ma la convenzione vuole che tu faccia così.

E qui, magari, si può parlare di fair play.

Ma ad esempio
nel tennis e nel ping pong, se la tua palla tocca la rete e, smorzata, finisce nel campo avversario dandoti il punto, per convenzione si chiede scusa. Io questa cosa qui mica l'ho mai capita. La rete non è parte integrante del campo? Come se invece tutte le schiacciate precise all'angolo del tavolo fossero volute al millimetro.

Convenzioni.

Nel calcio mai visto un giocatore di calcio chiedere scusa al portiere avversario se, dopo aver tirato, la palla ha sbattuto contro il palo ed è andata in rete. E ci mancherebbe, il palo è parte del gioco...

Nel poker poi...
vigono regole e convenzioni che sanno di riti alchemici e divinatori. Ad esempio, una scuola di pensiero adotta la regola scaramantica che il primo piatto non si prenda mai, neanche se hai un punteggio altissimo in mano. Altra scuola invece ritiene che le carte vadano sempre "onorate", che non si debba mai passare con un punto alto in mano, per non fare indispettire la dea Fortuna.

Ma una regola formale stupenda del poker è che
vale il punto dichiarato: cioè se io ho una scala reale ma dichiaro colore, vale il punto che ho dichiarato (ovviamente se riscontrabile), anche se quello reale delle carte è più alto.

Ripensavo in questi giorni a tante scelte nella mia vita... ripensavo a tanti colloqui, a tante volte in cui qualcuno mi ha proposto dei compiti, dei lavori, degli incarichi e io ho subito messo le mani avanti dicendo: "Non so, forse non sono all'altezza"...

...e pensando, pensando... comincia a venirmi un dubbio: che io stia giocando la mia vita con un poker in mano, ma che quando qualcuno mi chiede di dichiarare il mio punteggio dico sempre: "Doppia all'asso".


8 Aprile 2008

4 commenti:

Anonimo ha detto...

A tennis, se il mio avversario fa partire la pallina in una direzione e da una parte all'altra del campo corro per prenderla, il mio sforzo fisico viene vanificato dal nastro che rallenta la corsa della pallina che diventa imprendibile. Nel calcio, se il portiere si getta a sinistra ed il proprio difensore con lo stinco devia la palla spiazzandolo a destra, il tuffo è stato purtroppo inutile. Ebbene, due soggetti chiederanno scusa. Il tennista all'avversario, il difensore al portiere, ai compagni, ai tifosi. Credimi, nel tennis, si entra in campo per cercare di dimostrare di essere più forte dell'avversario. La "macchia" non piace a nessuno. Poi, a tennis c'è una miriade di colpi a disposizione anche per eliminare l'handicap di un nastro dell'avversario. A volte, una partita di calcio viene decisa da un autogoal o da una papera di un portiere. Concludendo, l'inventore del tennis si chiamava Onofrio e quello del tennis Virticchio. Penso che lo sport ideale debba prevedere sempre "le scuse" in caso di colpi di fortuna. Non starei tanto a parlare di convenzioni. Quelle lasciamole, ora ci vuole, per la concessione della spiaggia di Mondello, per il ticket del centro storico, ecc. Ci risentiamo. Anch'io sono stato a casa, a letto. Auguri.
Luigi

Maxdog ha detto...

- "Penso che lo sport ideale debba prevedere sempre "le scuse" in caso di colpi di fortuna".

Caro Luigi, non sono d'accordo. La competizione sportiva non avviene per caso, partecipare ad una gara è una scelta deliberata e credo che la fortuna, come in tutti gli altri campi della vita, sia una variabile che può intervenire... ovviamente a suo piacimento, come nella vecchia accezione latina del termine, più vicina al nostro concetto di "caso".

Anche avere un talento dalla nascita è una fortuna... e la competizione della vita è qualcosa cui non scegliamo di partecipare... e non credo che nessuno debba scusarsi per questo... come per un nastro.

Ognuno nella vita ha i nastri suoi ;)

Anonimo ha detto...

Io non ci vedo niente di male a chiedere scusa. Devo essere in buona fede, s'intende. Pareri.
Ciao, a presto.
Luigi

TrecceNere ha detto...

Scusate ma mi viene da pensare a Gastone...tanta fortuna davanti al povero Paperino, e neanche un po' di umiltà, di comprensione...
Forse alla fine ci si deve un po' vergognare della propria fortuna, se non la si sa estendere agli altri.
Una cosa che odio nello sport è lo "sportivo" che se ne approfitta degli errori arbitrali o cerca di procurarseli (vedi le cadute plastiche di Nedved in area di rigore)...Ma per fortuna ci sono giocatori come Fontana, che correggono il guardalinee e andando contro la squadra (ma verso la verità) ammettono che era calcio d'angolo e non rimessa dal fondo.