13.9.06

Catarsi


Ieri, preso dall'improvvisa impellenza di comprare l'inchiostro per le cartucce della stampante, mi sono attrezzato per la discesa in città. Già, perché tecnicamente Mondello, il quartiere dove abito, è parte della città di Palermo, ma in pratica... separato dal centro urbano dall'enorme e rinomato parco della Favorita (sede di meravigliosi alberi e pieno zeppo di simpatiche signorine che attanagliate dalla solitudine offrono compagnia a prezzi modici) è come fosse un paesino a se stante. Ogni buon mondellano che si rispetti, prima di "scendere" in città, controlla di avere con sé tutto l'occorrente: documenti di identità, chiavi dell'auto, tanica di benz
ina suppletiva qualora si restasse a secco lontano da un distributore, telefono satellitare per zone desertiche scoperte da ricezione GSM e Umts, passaporto...
In realtà per me l'ingrediente base, è la pazienza. Mi preparo all'evento subito dopo aver chiuso la porta del garage dove tengo custodita la moto. Il movimento di chiusura, dall'alto al basso, è propedeutico all'insipirare a pieni polmoni per smettere i panni dell'anonimo cittadino e vestire quelli del monaco zen, dell'asceta imperturbabile, dell'atarassico epicureo. Ma una volta divorati i chilometri di verde della Favorita, confluiti nel cuore pulsante della metropoli, come non restarne affascinati??
La città, la citta... con i suoi mille colori! (in realtà solo 3, le luci dei semafori, col rosso replicato dagli stop dei veicoli)... i suoi mille suoni! (beh... due, il grido disperato dei clacson e le urla degli automobilisti incarogniti)... i suoi mille odori! (uno, tanfo di idrocarburi combusti... roba che gli alveoli si impegnano in gare di apnea). Va bene, va bene, lo scenario è quello che è, non propriamente un'opera d'arte... ma almeno protremo compensare con la gente?
Ah, la gente... che fermento, che brio, persone che si muovono spasmodiche, che producono energia, sogni, desideri... ecco, di regola il desiderio che si co
glie è quello di un'epidemia che colga tutti quelli incolonnati con l'automobile davanti a sé, che questa moria improvvisa permetta di sgomberare la strada e tornare a casa ad un'orario decente... il sogno tipico del palermitano metropolitano è invece quello di vedere scoppiare il cuore del cornuto che gli ha appena tagliato la strada. E tutto questo nervosismo si percepisce, ti si appicca addosso come fosse un sudore malaticcio. Dopo aver comprato l'inchiostro, per caso in un negozio che non conoscevo, a prezzo inferiore a quello che pago di solito nel negozio di fiducia popolato da sedicenti amiconi, mi sono lanciato alla ricerca di uno Skylight, la lente neutra da mettere alla fine dell'ottica della macchina fotografica, come schermo protettivo dall'acqua e dalla polvere.


E devo dire che se la città è isterica in compenso i commessi dei negozi sono deliziosi. E' davvero notevole vedere come cerchino sempre di fregarti, e come rimangano male quando scoprono di non avere di fronte il pollo che pensavano.
"
...Ma ceeeeeeeeerto, questo Skylight diametro 62 mm dovrebbe potersi montare sulla sua macchina 58 mm."
"
Scusi, non vorrei sembrarle polemico, ma mi risulta che 62 mm sia una misura superiore a 58 mm, non una misura coincidente".
Sguardo attonito del commesso, come si trovasse di fronte all'ultimo esemplare di tigre albina: "
Ah sì? E lei come lo sa??".
Bah. E comunque questa lente neutra non si trova in tutta la città. Dopo aver fatto un ulteriore giro per negozi, mi sono ritrovato di nuovo in strada. A un certo punto ho deciso di festeggiare il 40esimo tentativo di arrotamento regalandomi un viaggio premio verso casa. Così, girando vie e viuzze, cercando di ripescare dalla memoria i tragitti più veloci e meno trafficati verso Mondello, mi sono ritrovato in una strada parallela a via Libertà, il corso principale, finalmente fuori dalla morsa ferrea del traffico, tant'è che mentre guidavo mi sono potuto permettere il lusso di guardare anche un po' le insegne dei negozi, così ho notato un "Arte e Foto", o qualcosa del genere... Fermo la moto, e decido di fare un ultimo tentativo per lo Skylight.
Mi accolgono nel negozio un signore di mezza età e una ragazza alla cassa, forse la figlia. Chiedo della lente e il tipo, dopo avermi detto di non avere l'articolo, mi invita ad aspettare. Va sul retro e ne torna con una valigetta rigida. A chi si occupa di fotografia, seppure con approccio assolutamente amatoriale come me, quella valigetta non poteva che sembrare lo scrigno dei tesori. Era piena di obiettivi per macchine reflex, di varie forme, marche, diametri ed escursioni focali. Dopo aver cercato con una dedizione degna di miglior causa, il fotografo del negozio in questione prende quattro filtri, tra cui un polarizzatore, tutti del diametro 49 mm, quindi presuntivamente non adatti alla mia macchina, e mi dice: "
Guarda, io non li uso più, non so se possano essere adatti alla tua macchina, ma comunque puoi prenderli, vedi se ti possono essere utili. Mi fa piacere darli a qualcuno che ha questo entusiasmo per la fotografia", accompagnando questa frase con un bellissimo sorriso.
Ho accettato, ma fesso come sono ho chiesto dieci volte se ci volesse ripensare. Sorrideva, ma mi è sembrato determinato, così non ho potuto fare altro che ricambiare lo sguardo, accettare i filtri, salutare e andare via.
Tornato alla mia Mondello, ai miei ritmi umani, ho rallentato e ripensato all'accaduto. I filtri, ma questo lo sapevo già, non sono adatti alla mia macchina fotografica, ma rivedendo lo sguardo del fotografo nel regalarmi le lenti, alla morbida sospensione dall'isteria collettiva che ho provato in quel negozio, inaspettata oasi di rilassatezza, sento che entrambi da ieri pomeriggio siamo un po' più ricchi.

1 commento:

Mari ha detto...

Bello questo post :D non è che al tizio gli avanza una macchina fotografica per me??? Un giorno magari sarai tu dall'altra parte del bancone e potrò dire: "L'ho scoperto ioooooooooooooo!!!!!!!"
ahahah