6.9.06

Una vita


Qualche tempo fa un mio giovane cugino, da poco ventenne, mi telefonò sconvolto da un avvenimento inaspettato. Riusciva soltanto a farfugliare parole sconclusionate, in preda ad uno sconforto che sembrava irrisolvibile. L'unica cosa che capivo era "Massi, ti prego, dimmi che non è vero, dimmi che non è vero!!!".
Gli suggerii di incontrarci, e così facemmo. Non appena fu in mia presenza, confortato da uno sguardo amichevole, qualche pacca affettuosa sulla spalla e un buon caffé, sembrò ritrovare un po' della sua compostezza. C
osì, rimase per qualche minuto assorto, rigirando la tazzina tra le dita e fu come se la confusione evaporasse, lasciando alla nostra vista il prezioso sale dell'intelletto.
- "Davvero non puoi immaginare cosa mi è successo", mi disse.
- "..."
- "Ricorderai che un paio di anni fa durante un pomeriggio di pioggia lessi di una cosa chiamata "Concorso per personale ATA nella Pubbl
ica Amministrazione" e che, dal momento che quel giorno non si poteva giocare a calcetto per le condizioni atmosferiche avverse, decisi di compilare il modulo e spedirlo per posta..."
- "Certo che lo ricordo" dissi, mentendo spudoratamente.
- "Eh... non l'avessi mai fatto", disse scuotendo la testa.
- "Lasciami indovinare: hai partecipato al concorso e hai visto che in realtà non c'erano speranze se non per chi è raccomandato, eh?".
Mi guardò con lo sguardo invero un po' di
sgustato... "Ma che dici? Non mi sono accorto di nulla, e comunque non è questo il punto. Un paio di mesi dopo mi arrivò la convocazione per questo concorso. In realtà per il giorno in questione avevo già un impegno, una scampagnata con gli amici... ma sai, quando il destino ti prende di mira? Giusto il giorno prima furono segnalati sciami di api assassine tutto intorno alle colline di Palermo... così, saltata la scampagnata e non avendo niente da fare, l'indomani andai al concorso. Mi segui fin qui?".
- "Eh? Ah, sì, certo"... in realtà non potevo fare a meno di pormi un quesito che mi sembrava via via più essenziale: le api assassine, producono miele velenoso? Immaginavo queste apine incazzate intente a produrre questo miele assassino, con un sorrido beffardo del tipo "mangiatelo, mangiatelo hahaha". Mah. Mi risolsi comunque a prestare nuovamente attenzione.
- "Avevo completamente dimenticato di quel giorno, le facce della gente, il concorso, gli esaminatori... davvero come se non l'avessi mai vissuto".
- "Eh, ti capisco" dissi, finalmente sincero... e chi l'ha fatto mai un concorso? A fare i concorsi si finisce male... concorso dopo concorso c'è sempre il rischio che ti prendano. E infatti...
- "Fino a quando, qualche giorno fa, mi arriva una lettera nella quale mi si comunicava che avevo vinto il concorso e che lunedì mi sarei dovuto presen
tare alla Ufficio Scolastico Regionale per avere la destinazione. Sai, in realtà per lunedì avevo progettato di andare a pescare con gli amici, ma avrai sentito delle alghe tossiche che ci sono lungo tutta la costa di Palermo? E' inutile, anche la natura mi si è rivoltata contro".
Fino a quel punto avevo ascoltato abbastanza interessato, ma cominciavo a sentirmi un po' a disagio di fronte a questo novello Fantozzi, col quale ho peraltro anche una relazione di parentela. Ma tant'è, il meccanismo messo in moto non poteva essere arrestato.
- "E che hai fatto?", gli chiesi.

- "Cugino, e che dovevo fare? Ci sono andato. Sempre meglio di non avere niente da fare, mi sono detto."
- "E già. E come è andata"? A questo punto non potevamo essere troppo lontani dal motivo del suo sconvolgimento. Infatti a quella mia domanda si rabbuiò. Seduto, con gli avambracci poggiati sulle cosce, le mani giunte che penzolavano nel vuoto, e la testa che sembrava un pendolo, oscillante dal punto "disappunto" al punto "incredulità", trasse un lungo sospiro e disse: "E' stata una mattinata simpatica, ho firmato il contratto, mi hanno assegnato un ufficio, mi hanno spiegato cos
a dovevo fare, mi hanno presentato i vertici dell'ufficio, insomma... mi è piaciuto".
"Azz", pensai. Questo snaturato va a lavorare e gli piace pure, vergogna della famiglia.
- "Infatti andando via alla fine dell'orario", continuò, "ho preso congedo dai presenti dicendo:
Beh, è stato piacevole, grazie dell'accoglienza, sono stato bene. Penso di rifarla qualche altra volta un giorno o l'altro questa cosa. E lì tutti sono scoppiati in una risata incontrollabile".
Lo guardai basito.

- "Ehm..." ebbi il tempo di dire, ma lui ricominciò, come un fiume in piena.
- "Credimi, fin lì era stato tutto carino, ma in un attimo la favola si è vestita da incubo. Uno di loro, il più anziano, mi ha preso sottobraccio, con uno sguardo ipocrita e comunque falso, perché dietro una parvenza di buone intenzioni, accompagnata da movenze rassicuranti, mi ha detto delle cose terribili..."
Era nuovamente turbato, avrei voluto sdrammatizzare, cambiare argomento, ma ero ormai curioso di sapere cosa fosse s
uccesso di preciso. Così lo esortai a continuare: "Cosa mai ti avrà detto di così terribile?".
- "Massi, mi hanno detto che la cosa non funziona così... che devo tornare a lavorare anche domani, e il giorno dopo, e il giorno ancora dopo..."
- "In effetti... sai dicono che..." feci in tempo a dire.
- "Ma io lì per lì l'ho preso per uno scherzo... ho pensato:
Ma guarda che burloni questi qui, sarà un rituale di benvenuto per chi passa una giornata in quelle stanze... Allora decisi di dare loro un po' di corda, anche per non passare per permaloso, così dissi: Ok, ok, e quanto dura questa... cosa? Una settimana, un
mese? Eheehhee... ignaro, ridevo di gusto. Quando uno di loro mi disse che sarei dovuto andare lì tutti i giorni della mia vita fino a quando non avessi avuto 70 anni, decisi che la misura era colma, che lo scherzo fosse durato anche troppo. Così ho salutato e sono andato via."
- "..."
- "Ma incuriosito ho poi chiesto in giro e... pare che sia tutto vero! Ma è inaudito!!"
Sorridevo cautamente, cercando di ripescare nei meandri della mia memoria il numero che usavo quando chiamavo la Neuro per costituirmi e chiedere loro di venirmi a prendere... sembrava che qualcuno ne avesse davvero bisog
no, e anche con una certa urgenza.
Esplose in una serie di singhiozzi, sembrava un dizionario da cui avessero strappato le pagine con le parole futuro e speranza. Infine, ritrovato il coraggio di chi si è deciso a guardare in faccia i propri demoni mi disse: "Ho chiesto a mio padre, anche lui dice che è così... ti prego Massi, di te mi fido... dimmi che non è vero".
Lo guardai con uno sguardo che doveva tradire una profonda tenerezza, quella di tipo consolatorio, perchè subito ottenni l'effetto contrario... quasi si adirò, mi guardò come se lo avessi tradito e mi chiese, tenendo gli oc
chi fissi nei miei: "Allora è tutto vero?".
- "Sì, è tutto vero". Qui la menzogna non era contemplata.
Mi guardò con lo sguardo affranto, sconfitto... e mi rivolse un'ultima lunga domanda: "Ma quale società infame e disumana può tollerare che i proprio membri, avendo una vita sola, ne spendano 50 anni incatenati ad un luogo di cui non importa loro niente, svolgendo attività che in massima parte non farebbero mai di loro spontanea volontà? Quale società può concepire che chi nasce debba lavorare senza sost
a semplicemente per procrastinare la propria esistenza in vita?".

Già, quale società concepisce tutto ciò?

...

Dalle ultime notizie appena giunte, pare sia la nostra.


(Le immagini di questo post sono state scattate con una Fotocamera Fuji FinePix E510)

9 commenti:

zanzarina ha detto...

ULTIM'ORA DALLA CNN: migliaia di giovani contemporaneamente in tutto il mondo hanno, ahimè, aperto gli occhi, dopo aver appreso da un blog di tale maxdog la triste verità che l'attuale società in cui siamo costretti a vivere schiavizza e controlla subdolamente le menti di coloro che la formano e di coloro i quali la suddetta società dice di rappresentare...si erano impegnati tutti per tenere il segreto tale..dall'onu alla croce rossa, all' FBI (FBI), all'FBI (Federazione Italiana Bocce) ed è bastato un giovane palermitano per far crollare tutte le certezze dell'uomo sociale (quello asociale non ha certezze...o meglio ne ha di differenti)..ulteriori aggiornamenti in seguito..

..può sembrare un commento critico (o magari utopico,se bastasse davvero a squarciare quel velo di mmm come dire..ignoranza autoindotta (?) che ristagna davanti gli occhi delle persone e ne impedisce il vedere) ma ovviamente non lo è..che c'è da dire caro lei..post stupendo ma questo lo sai gia..avvincente fino alla fine..a mio avviso il migliore del blog..di questo almeno..eheheh

ciau..un bacio beddazzu

Mari ha detto...

Appropriata la foto delle catene alla fine! Concordo in tutto quel che dice Zanzarina (il tuo post migliore), eccetto per quel beddazzu finale!!uahhauah prrr

Anonimo ha detto...

Onore allo scrittore.
Trama 8
Caratterizzazione psicologica dei personaggi 9
Svolgimento e intreccio 7
Leggibilità 10
Significato 11
Presentazione (foto) 8

Clap clap clap
Io lo pubblicherei...la riflessione sulle api assassine..fantastica!!

Maxdog ha detto...

Grazie anonimo... troppo buono. Non è mia abitudine controcommentare i post... ma questo è troppo per non rispondere :) La prossima volta, se ti va, mi scrivi il tuo nome? Grazie.

Se non ti va... ho sempre le api assassine da aizzarti contro :D

Anonimo ha detto...

Aspetto con ansia il prossimo racconto ("post" non rende come termine)...in genere non commento i controcommenti ma faccio un'eccezione :P
Preferirei restare anonima..i nomi si dimenticano..a volte anche le persone.
Mandami dunque le api assassine, sarei interessata a quel miele assassino in realtà..avrei in mente una vasta gamma di possibili utilizzi... :)
Una tua lettrice.

Mari ha detto...

uahhaha

Maxdog ha detto...

Per l'anonima che brama il miele assassino... Ti confesso che non sono in grado di sfornare racconti come fossero bocconcini, per questo ti rimandavo al prossimo post, che magari conterrà solo una foto e una frase, non so, piuttosto che al prossimo racconto.
Se posso consigliarti, conoscendo il soggetto (me medesimo) non aspettarti nulla, l'aspettativa è l'utero in cui la delusione prende forma e cresce. E ad ogni modo, anche qualora fossi folgorato dalla suprema ispirazione, temo di non potere scrivere per un po' dal momento che il vecchio contratto adsl è in scadenza e quello nuovo è ancora nei miei pensieri. Se non ci vediamo prima di presto... a tardi.

Anonimo ha detto...

"l'aspettativa è l'utero in cui la delusione prende forma e cresce"..é proprio da te! :P

Dk7 ha detto...

O_o