18.6.08

(Dis)umane connessioni

Senza voler scadere nei luoghi comuni... ma a volte cogli più umanità nei comportamenti di alcuni quattrozampe di quanta non se ne colga in alcuni bipedi, asseritamente facenti parte del genere umano. Galileo (a destra) poi è un principe, sempre compito, paziente, rispettoso...

Fabrizio, me' fra, gioca con Galileo, il papà di Livia :)

E le distanze si annullano.

(Dis)umane connessioni

P.s. delle 6:06: Il testo che accompagna la foto, me ne rendo solo ora, è criptico. O meglio, sembra davvero frutto di un luogo comune.

In realtà, a volerlo spiegare meglio (soprattutto a me stesso) è legato a un ricordo preciso.

La foto è stata scattata il 18 maggio, ultima domenica di campionato di serie A. Dopo aver visto l'Inter su un canale cinese (no, dico, festeggiare lo scudetto a colpi di Uan Chin Chun è stato uno strazio, ma Sky costa e mi devo pagare la moto :D) sono andato a casa di amici... ma durante il tragitto, in piazza a Mondello, mi sono imbattuto in una manifestazione legata al ''naso rosso''.

C'erano in piazza dei clown volontari (ciao Gnella :)) che ballavano con i bimbi, cantavano, allietavano le persone e vendevano per beneficienza dei nasi da clown a 1 euro l'uno.

Mi sono fermato, ho salutato Andrea e Serena (amici) che erano lì in piazza, ho salutato Agnese (che era nell'esercizio delle sue funzioni di clown) e ho comprato 3 nasi, uno per me, uno per Rosario, uno per Fabrizio.

Nella foto che ho pubblicato adesso Fabrizio gioca con Galileo con questo naso rosso... ebbene sì, non tiene tra le mani un pezzo di semplice cibo, ma un naso di gomma da clown.

E il parallelo, la (dis)umana connessione sta in questo.

C'erano in piazza decine di persone che assistevano allo spettacolo attratte come le mosche da un residuo di cibo per terra, per inerzia, senza slancio, senza farsi contaggiare dallo spirito giocoso della manifestazione, quanto piuttosto semplicemente perché dove c'è un capannello di gente molti si avvicinano con curiosità non partecipativa.

Poi invece vedi un canuzzo di 5 anni che, pur magari senza sapere di preciso perché, con puro istinto ''infantile'' (che i cani, esseri fortunati, conservano per tutta la vita) si lascia coinvolgere dall'atmosfera del gioco, partecipa, salta, fa le finte... e ti illudi, quasi a voler vedere una chance per un mondo più sensibile e quindi migliore, che esseri tendenzialmente meno attrezzati per cogliere gli aspetti profondi della vita riescono ad essere più partecipativi nelle cose belle di quanto alcuni essere umani non riescano ad essere.

Ed è qui che, concretamente, le distanze si annullano.


18 Giugno 2008

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