23.3.09

Rapporti a progetto

Ibrahimovic segna due gol alla Reggina, altri due gol, e l'Inter rimane in testa alla classifica. E sono 19 in campionato. Però nelle dichiarazioni post partita, a specifica domanda sul suo futuro all'Inter dichiara "Vedremo".

Non fosse che il calciatore svedese ha altri 4 anni di contratto a 11 milioni netti l'anno.

E sì, perché l'imprenditore proprietario di una squadra di calcio elargisce lauti stipendi in virtù di un contratto, ma grazie allo stesso contratto è tutelato: non è che l'indomani il calciatore dice "Vado via" e possa farlo davvero... è necessaria una separazione consensuale, che va pagata dalla squadra acquirente.

Quindi investo una cifra immensa nell'ingaggio di un calciatore, quindi stabilisco un rapporto di interscambio con un individuo, ma sono obbligato a rispettare il patto con un contratto, che però mi garantisce anche.

E nella vita comune?

Perché le relazioni interpersonali implicano un investimento a volte banale, ma spesso ingentissimo. E non c'è contratto che tenga. Puoi ritrovarti a mettere gran parte di te in un rapporto (di qualsiasi natura esso sia), a riversare nel quotidiano speranze, a proiettarle nel futuro facendone dei sogni ad occhi aperti, puoi ribaltare il mondo sovvertendo le leggi della logica, della fisica... trovando dentro di te l'impeto che fa passare queste rivoluzioni come fossero dei giochi per bambini, e poi sentirti dire "Domani insieme? Non so, vediamo".

Perché qui non è richiesta la separazione consensuale.

Ma quanto investire in un rapporto? Esiste un parametro diverso dalle sensazioni a pelle?

Siamo una generazione strana. Se qualcuno ci proponesse l'acquisto di un oggetto, per determinarne il valore cercheremmo su google un sito che ci dia una valutazione dell'oggetto...

E siccome, per fortuna, con le persone non puoi farlo, niente di strano che quando l'investimento potenziale aleggia nell'aria, portando con sé sensazioni di grandezza ed ineluttabilità, si sia tentati di dare una valutazione a ribasso, di contrastare un investimento alto che non ha sotto nessuna rete di protezione.

Davvero non c'è niente di strano.

Di triste, invece, c'è parecchio.



23 Marzo 2009

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