19.3.09

Qualità e convenienza

Il rumore del traffico di inizio pomeriggio, che aveva preso a srotolarsi alle sue spalle come un serpente che si stiracchi dopo un sonnellino, faceva da sottofondo musicale alla sua attesa. Era cosciente che arrivare con mezz'ora di anticipo sull'apertura del negozio avrebbe amplificato a dismisura la sua smania, ma a casa non riusciva a resistere: era in piena fase compulsiva, agire era diventato l'imperativo categorico cui, umilmente, non avrebbe neanche provato a sottrarsi.

Tutto tornò utile per colmare il vuoto temporale che lo separava dal dolce suono della saracinesca che viene alzata. Filastrocche infantili, canzoni della sua giovinezza, in un angolo remoto dei suoi ricordì scovò addirittura frammenti di tabelline. Inutile nasconderlo, fu una sofferenza.

Nè lo aiutò una telefonata ricevuta sul cellulare, che gli ricordava l'incombenza prevista per l'indomani mattina: il discorso di apertura che avrebbe dovuto tenere alla conferenza dei delegati capisettore. Non aveva mai sperimentato il panico in vita sua, ma era pronto a scommettere di non esserne troppo lontano in questo momento.

Mentre era preso ad ascoltare le sensazione proveniente dal proprio corpo, disegnando una mappa mentale del proprio sudore sotto gli indumenti, sentì la saracinesca alzarsi.

Si comportò allo stesso modo che in tanti altri aveva considerato esecrabile: si fiondò subito dietro il gestore del negozio, non aspettando neanche che le luci dell'ingresso fossero accese. Non fosse stato che, nonostante l'agitazione, aveva comunque un aspetto distinto, lo si sarebbe preso senza dubbio per un rapinatore.

Il commesso lo guardò un po' infastidito, ma resosi conto che quello sguardo schizzato non era figlio della fretta, ma di genuina preoccupazione, si mostrò particolarmente cortese.


- Prego, come posso esserle utile?

- Allora... domani mattina... devo parlare ad una conferenza... e sono... come posso dire...

- Si rilassi, abbiamo tutto quelle che le serve

- Bene... ho anche preparato una lista... dove l'ho messa... ah, ecco... dunque... avete "Sicurezza in se stessi"?

- Certo. E' in offerta questo mese, prendendone 2 dosi la terza la paga la metà. Costa 30 euro a dose.

- Bene, bene... me ne dia 5 in tutto e faccia il totale.

- Ottimo. C'era dell'altro?

- Sì, sì, certo... mi servirebbe un po' di "Chiarezza espositiva".

- Guardi, ne ho un tipo che la lascerà soddisfattissimo: arriva dalla scuola di Eloquenza dell'Università di Princeton. Si inala mezz'ora prima di scrivere ed ha un effetto prolungato per 4 ore. Viene 40 euro, lo prende?

- Me ne dia due. E poi mi serve anche un po' di "Decisione", non tantissima.

- E' solo in confezioni da tre... però se ha la tessera cliente facciamo così: gliene do un pacchetto, e gli altri due li conservo a suo nome per il futuro.

- Splendido. Ah, quanto costa?

- La confezione da 3 è conveniente, viene 20 euro iva incluso.

- 20 euro a pezzo?

- No, no, in totale.

- Ah, ottimo. Ha mica "Charme"?

- Francese o italiano?

- Differenze?

- Quasi nessuna... nessuna che la sua audience possa cogliere. E quella italiana costa meno, sono compresse a rilascio graduale, 12 euro il blister con 12 capsule.

- Prendo anche questo.

- Bene. Serviva altro?

- No... non credo. Ah, sì! Parole. Ho bisogno di parole, parole, parole... in che confezione le avete?

- Scatole da 30.000 ciascuno. Quante ne prende?

- Mi faccia pensare... 30.000... mi sa che mi metto al sicuro, ne prendo 5 scatole.

- Bene. Le faccio il totale.

- Scusi, le parole quanto costano?

- Le parole? Non si preoccupi, quelle sono gratis.




19 Marzo 2009

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