30.8.06

Libertà e Generazione Ics



Giovani d'oggi... un surplus di libertà fa desiderare loro più regole e struttura, piuttosto che una libertà ancora più ampia.
In realtà così mi arrogo un diritto che non dovrei concedermi, quello di parlare di una realtà che non conosco se non ragionando per stereotipi. Probabilmente i giovani d'oggi sono esattamente come quelli di 30 anni fa, certe mutazioni probabilmente richiedono tempi lunghi per comportare cambiamenti che si possano apprezzare.
Il tema della libertà poi, quanto è complicato. Credo che gli esseri umani vivano in un intreccio di relazioni così complesse e profonde da rendere impossibile la libertà totale, se non a patto di rinunciare a tante cose tra cui, non ultime, tutte le connessioni con i nostri simili... in pratica per essere totalmente liberi bisognerebbe rinunciare a interi pezzi della nostra umanità.
Il tema della libertà me l'ha ispirato la foto del post, che rappresenta un un vero colpo di fortuna dal momento che è stata scattata mentre ero in automobile con degli amici... tra l'altro eravamo in movimento, la messa a fuoco è stata un misto di caso (per l'appunto) e intuito.
Quando frequentavo il liceo, proprio in quegli anni in cui un individuo comincia a formare dentro di sé immagini decentemente chiare di quelle che sono le coordinate del mondo... in quel periodo, ricordo, il professore di italiano cominciò a lasciare una quantità enorme di tracce per i temi in classe, diversificandole per categorie, quali ad esempio "Commento a uno scritto", "Argomento storico", "Letteratura", "Attualità"... solo che, bontà sua, i temi di attualità difficilmente erano legati a fatti di cronaca strettamente recenti, quando a concetti astratti quali ad esempio la felicità, la libertà, il rispetto, la convivenza. In effetti, a pensarci adesso, avrebbe dovuto porgerli come temi di riflessione filosofica, ed era con questo spirito che io li svolgevo.
Non mi sembrava vero di poter esprimere compiutamente concetti così complessi, peraltro nell'alveo comodo di cinque ore per stesura, correzione e ricopiatura. Non di rado mi capitava di scrivere l'incipit e le conclusioni non solo del mio tema, ma anche di quello del mio compagno di classe Alessandro, che allora apprezzava lo stile caustico del mio scrivere. A suo dire lo affascinava il fatto che il mio sguardo si posasse sul mondo privo dei filtri della compassione e della consolazione. Preso dallo scrivere due inizi e due conclusioni, capitava spesso che consegnassi direttamente in brutta copia, cosa che sembrava non disturbare più di tanto il professore, che dopo le correzioni e il giudizio (al quale non tenevo minimamente) mi dava la possibilità di fare una copia del tema da tenere per me.
Sono passati parecchi anni da allora, non ricordo bene le parole esatte di quei temi, anche se ce li ho conservati in un unico rotolo posto dentro un contenitore per palle da tennis... ma il finale del mio tema sulla libertà, più o meno, era una cosa tipo "Libertà è poter correre su di una spiaggia senza paura di pungersi con una siringa infetta, libertà è poter esprimere le proprie idee comuniste senza che il professore fascista ti bocci, libertà è superare i propri vincoli, superare i proprio limiti, poter urlare a squarciagola IO SONO LIBERO!." Di certo riletto adesso suona abbastanza banale, ma... avevo soltanto 16 anni :)
Invece, stranamente, ricordo benissimo la conclusione che scrissi per il tema di Alessandro, diceva così: "La Libertà... miraggio ambito, dolce illusione che culliamo fino a quando non realizziamo di essere soltanto degli uomini".

1 commento:

zanzarina ha detto...

..vorrei essere un'ameba..