25.8.06

Movimento e didattica



Oggi sono stato ospite a pranzo a casa di una mia amica e del suo compagno... anche per il pranzo ottimo ed abbondante, ho declinato l'invito a giocare la terza partita in tre giorni a pallanuoto, invito che mi è stato rivolto da alcuni miei amici non appena arrivato nei paraggi di casa, proveniente proprio da casa dell'amica. Non vorrei suonare come il classico trentenne che parla di un incipiente decadimento fisico, ma davvero senza allenamento tre partite in tre giorni sono troppe. Ma vedo che i ragazzini, così come i ventenni, riescono a disporre del proprio corpo in maniera indiscriminata... penso addirittura che in qualche caso si profili all'orizzonte il concetto di auto-abuso.
La mia amica mi aveva chiesto di portare con me la macchina fotografica nuova, per vedere come funzionasse, e avendo la fotocamera ancora con me ho deciso che in mancanza di azione e movimento mi sarei dedicato a prendere qualche scatto della partita, anche per vedere se fossi in grado o meno di padroneggiare il mezzo. La risposta che ne ricavo è sempre la stessa: credo che la fotografia, quando non attiene al gusto del particolare, vive principalmente sulla fortuna, sulla frazione di secondo significativa, oltre la quale la banalità torna ad estendere il suo dominio quasi incontrastato sulla realtà.

Non che mi illuda che la foto qui sopra sia meno che banale, ma di circa 100 scatti è l'unico decente... se la modifica con photoshop aggiunga qualcosa o meno, non me lo chiedo neanche. Credo lo scatto catturi bene l'attenzione dei giocatori nel momento topico, tutto qui.
Piuttosto vedendo tanta indiscriminata energia nei ventenni pensavo come sia un peccato che in linea generale nessuno, tantomeno la scuola o le famiglie, si prenda la briga di tentare di valorizzare questo potenziale, cercando di stimolare questi poderosi muscoli, questi polmoni infaticabili a mettersi a servizio del contenuto della scatola cranica. Non dico che bisognerebbe vessare i giovani con letture che oggi evidentemente risultano tendenzialmente indigeste... credo basterebbe far scivolare nei loro lettori mp3, tra un brano dei Flamino Maphia e uno di Fabry Fibra, un Franco Battiato d'annata:


Franco Battiato - "Mesopotamia"

Lo sai che più si invecchia
più affiorano ricordi lontanissimi
come se fosse ieri
mi vedo a volte in braccio a mia madre
e sento ancora i teneri commenti di mio padre
i pranzi, le domeniche da nonni
le voglie e le esplosioni irrazionali
e i primi passi, gioie e dispiaceri...

La prima goccia bianca che spavento
e che piacere strano
e un innamoramento senza senso
per legge naturale a quell'età
I primi accordi su di un organo da chiesa in sagrestia
ed un dogmatico rispetto verso le istituzioni...

Che cosa resterà di me? Del transito terrestre?
Di tutte le impressioni che ho preso in questa vita?

Mi piacciono le scelte radicali,
la morte consapevole che si autoimpose Socrate
e la scomparsa misteriosa ed unica di Majorana...
la vita cinica ed interessante di Landolfi
opposto ma vicino a un monaco birmano
o la misantropia celeste in Benedetti Michelangeli...

Anch'io a guardarmi bene vivo da millenni
e vengo dritto dalla civiltà più alta dei Sumeri
dall'arte cuneiforme degli Scribi
e dormo spesso dentro un sacco a pelo
perché non voglio perdere i contatti con la terra...

La valle tra i due fiumi della Mesopotamia
che vide alle sue rive Isacco di Ninive

Che cosa resterà di noi? Del transito terrestre?
Di tutte le impressioni che abbiamo in questa vita?

1 commento:

Mari ha detto...

N.1 hai dimenticato di colorare una cuffia.
N.2 "Credo lo scatto catturi bene l'attenzione dei giocatori nel momento topico, tutto qui." lo sguardo mi è caduto subito sulla palla (proprio come i giocatori) poi su tutti, tranne quello colorato, e invece il suo è il più bel movimento!
N.3 Non ho ancora capito se ti vuoi troppo o troppo poco bene :)
N.B: io pure ho fatto foto!!