1.2.08

Oscuri presagi: il post dell'uomo sfigato






La vita è complicata.

La mia lo è stata fin dall'inizio.
Mia madre ebbe le doglie durante una gita fuori porta. Sono nato in un ospedale di provincia, uno di quelli la cui insegna di notte recita O P DA E. Uno di quelli in cui i corridoio sono corsie e ai topi, in ossequi al vecchio detto "se non li puoi combattere fatteli amici", fanno fare corsi da infermieri professionali e poi li assumono.


Ho ricordi della mia infanzia che sono tatuati indelebilmente nella mia anima, come quando avevo 5 anni e mio padre fece salire me e il nostro cane Adolf sulla 600 scassata ereditata dal nonno, percorse la statale verso Corleone, uscì allo svincolo del bosco Ficuzza ed ebbe il coraggio di abbandonare un essere indifeso sul ciglio della strada.

Ho ancora negli occhi l'immagine della 600 che si allontana, diventando sempre più piccola fino a perdenrsi nell'orizzonte, mentre Adolf mi guardava attraverso il lunotto posteriore, festoso e scodinzolante.

Mi ci volle una settimana per ritrovare la via di cas
a.


Ricordo la mia prima festa alle scuole medie, quando passai la serata a guardare la sorella di un mio compagno, col cuore che mi batteva all'impazzata. Non riuscivo a credere che, in quella penombra, lei guardasse proprio me. Cominciò un intenso scambio di sorrisi. Dopo un paio d'ore mi presi di coraggio, m
i avvicinai e la invitai a ballare.

Mi disse: "Volentieri... se solo non fossi cieca".


E' sempre andata così.


Fino a due giorni fa, quando ho comprato un gratta e vinci che è risultato vincente. 500.000 euro, non credevo ai miei occhi.

Sono entrato nell'ufficio del capo, e sventolandogli il biglietto sotto gli occhi gli ho detto tutto d'un fiato: "Ho finito di lavorare per un tirchio idiota come te, panzone sudaticcio incapace di emettere un solo suono sensato da quella fogna di bocca, patetico uomo che non sa neanche..."


Le parole sono rimaste sospese in aria, mentre un colpo di vento dalla finestra faceva sì che il biglietto volasse via dalla mia mano, per librarsi in aria in una serie di ipnotiche capovolte, fino ad atterrare nel tritadocumenti del capo, che per colmo di fortuna... era in funzione.

Ho visto la mia vita tagliata in tante piccole striscioline prive di significato.

Inutile dire che i tentativi di buttarla sul ridere non hanno sortito effetti, sono stato licenziato.


Ieri ho comprato il giornale degli annunci, ho aperto vari cassetti alla ricerca di qualche curriculum e ho trovato una foto di me settimino, appena nato all'ospedale. Non l'avevo mai vista prima.


Ho capito una cosa: è proprio vero che il buongiorno si vede dal mattino.





1.2.2008

2 commenti:

Dona ha detto...

beh sia che ci troviamo a sedimentare su un fungo sia quando siamo a 1300 km di distanza...ogni volta che assisto alla creazione di un tuo post il risultato non mi delude :D

PS: il post mi ha ricordato un bambino di nome Ciro..lo conosci per caso? hehehe

PSS: d'ora in poi non puoi dire che non ti commento mai!

Maxdog ha detto...

Dona, la media di un commento ogni cento post non è proprio altissima, ma sono commosso comunque.

E dire che i post li hai letti tutti tutti :D

Ti direi che sono senza parole se non fosse che sto scrivendo queste :D

Baci.