7.2.08

Percezione e buoni propositi

Oggi è giovedì. Giovedì sera. E fin qui, lo ammetto, non è una grandissima notizia. Il punto è che... è "di nuovo" giovedì. Senza preavviso, strisciando nel buio, un'altra settimana lavorativa si sta per concludere con una velocità inaudita.

La percezione del tempo (e soprattutto della velocità del suo scorrere) è forse la più soggettiva delle cose. Woody Allen, ad esempio, scrisse: "Quello che so della fisica è che per un uomo sulla spiaggia il tempo scorre più in fretta che per un suo simile su una barca. Specialmente se l'uomo sulla barca è in compagnia della moglie".

Penso che tutti abbiamo nel nostro vissuto delle interminabili attese di mezz'ora, così come delle velocissime giornate.

Ma al di là dei signoli momenti, comincio a sperimentare come sia vero che più in avanti si va nel percorso della vita, più si ha la sensazione che il tempo acceleri.
Non dico che le settimane diventino giorni, ma davvero si percepisce con forza che le cose, nella loro ciclicità, si ripresentino "di già" a noi con frequenza sospetta.

C'è chi a volte guarda indietro, come se avesse necessità di tornare ad un bivio del passato per vedere se è possibile imboccare una strada diversa, o semplicemente perché ha necessità di ricordare perché ha scelto quella che sta percorrendo.

C'è chi ha deciso di cancellare le tracce dei propri passi, per non poter tornare indietro, e non ha altro che guardare i propri passi, magari trovando il coraggio a volte di alzare lo sguardo e immaginare il proprio cammino.

In questi "viaggi nel tempo" emerge tutta la differenza tra il guardarsi indietro e lo scrutare in avanti.

Indietro guardi alla gioventù, e la gioventù è vigore, la gioventù emana una forza che attrae e ammanta di senso le cose. Un giovane che afferma le proprie convinzioni ha personalità, un giovane che contesta può diventare facilmente un simbolo, un eroe.

Se guardi avanti devi accettare il rischio di immaginarti, come in una visione, in un futuro che può dirti molte cose.

Per un istante, in questi giorni, ho immaginato un me stesso vecchio, nel futuro. E un vecchio che afferma le proprie convinzioni è un rompicazzi, un vecchio che contesta può diventare facilmente un residuato da compatire.

Ho lasciato che la fantasia galoppasse e mi sono visto vecchio,
in un bus, intento a scuotere la testa disgustato dalla poca educazione dei giovani, con la pelle che puzza di disidratazione, con una giacca demodè con le toppe ai gomiti, la forfora sulle spalle... sfoderando un agghiacciante ghigno senza denti.

Ho visto le persone allonantarsi con orrore.

Sono già sopravvissuto ai miei capelli.

No, no, prometto...

Non sopravviverò ai miei denti.



07.02.2008

2 commenti:

Mari ha detto...

E' vero il tempo passa in fretta, ogni alba è tutto uguale...così per la maggior parte della vita normale, la routine... a pensarci bene anche un barbone (che lavora non ne ha) finisce per essere ripetitivo nella sua giornata. Forse si possono salvare dalla trappola solo gli artisti con la fantasia, e i pazzi. Bella la visione che hai di te nel futuro!!! ;) non so perchè ma ci vedrei anche un cane che ti scodinzola accanto... un old dog :)
c'è sempre qualcuno che aspetta che torniamo a casa, almeno spero :)

Maxdog ha detto...

Ciao Mari...

Te l'ho gia' detto... in questo commento sei romantica e ottimista.

Il romanticismo riguarda il cane... penso che se ne avrò un cane, vorra' sicuramente sbranarmi, attratto dall'odore di pre-morte :)

L'ottimismo sta nell'immaginare (per me) una casa in cui qualcuno possa attendermi. Mica è detto che ci sia... la casa dico :D

Concordo che i pazzi siano gli unici che si salvano... ma non ne sono coscienti...

Speriamo bene... :D